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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Sulla costa mediterranea ed egea le aree forestali si alternano ad ampie zone di vegetazione erbacea bassa; qui si coltivano ulivi, limoni, fichi, uva e ortaggi. Nell’altopiano centrale prevale una vegetazione steppica, dominata da graminacee. Nelle regioni orientali, dove gli inverni sono più lunghi e più freddi e i terreni adibiti in prevalenza al pascolo, si incontrano aree boschive e, a quote elevate, una vegetazione di tipo alpino. Foreste decidue e vegetazione arbustiva si trovano lungo il Mar Nero. La fauna del paese, particolarmente ricca, annovera il cinghiale, che vive nelle foreste, mentre nelle aree più isolate vivono il lupo, la volpe, il gatto selvatico, la iena, lo sciacallo, l’orso e la martora. La capra d’angora viene allevata per la produzione di preziose lane mohair. Tra le numerose specie ornitologiche presenti nel paese vi sono uccelli rapaci quali l’aquila, il falco, la poiana e il gheppio che sorvolano migrando la regione del Bosforo. Nei torrenti di montagna vive la trota; negli stretti abbondano il tonno e altri tipi di pesce azzurro; l’acciuga è diffusa nel Mar Nero.
I principali problemi ambientali della Turchia sono legati ai rapidi processi di sviluppo e di modernizzazione dell’industria e dell’agricoltura. I corsi d’acqua sono inquinati da pesticidi e fertilizzanti e gli ambienti naturali, in particolare le zone umide, vengono eliminati per fare spazio alle coltivazioni, ai terreni da pascolo o a insediamenti industriali. Altri problemi sono causati dall’imponente sviluppo delle zone costiere, dalla caccia a specie minacciate o in via d’estinzione e dalla pressione che l’incremento del turismo esercita sulle aree protette. Entro il 2010 sarà ultimato il grande progetto idraulico dell’Anatolia (GAP, Guneydogu Anadolu Projesi), progetto di sfruttamento delle acque che ha come scopo quello di trasformare radicalmente il Sud-Est del paese da zona arida e sottosviluppata a territorio ricco di “acqua e kilowatt”. Una volta completato, il GAP – che ha il suo cuore nella diga di Atatürk, sull’Eufrate – sarà composto da 22 dighe, 19 centrali elettriche, centri urbani e agglomerati industriali. È questo un progetto di forte impatto ambientale che, causando l’inondazione di ampie zone di territorio, ha determinato il trasferimento di migliaia di persone e minaccia di far scomparire siti archeologici e monumenti di grande importanza (vedi Zeugma). Il territorio turco è coperto da foreste per il 13,2% (2005). La rete di aree protette della Turchia è costituita da 22 parchi nazionali, tra i quali ricordiamo il Köprülü Kanyon e il Göreme (World Heritage Site dal 1985), quattro parchi naturali, numerose riserve faunistiche e aree a protezione speciale. La Turchia ha ratificato diversi accordi internazionali sull’ambiente, tra cui quelli riguardanti l’inquinamento atmosferico, la biodiversità, i rifiuti tossici e nocivi, la messa al bando dei test nucleari, la protezione dell’ozonosfera, delle zone umide e la salvaguardia delle balene. La Turchia prende parte al Piano d’Azione Mediterraneo per la protezione dell’ambiente mediterraneo.
Nel 2007 la popolazione della Turchia era di 71.158.647 abitanti, con una densità media di 92 abitanti per km². Circa il 67% (2005) della popolazione vive in aree urbane (nel 1945 era il 25%), con la concentrazione maggiore a Istanbul e nelle regioni costiere. Il territorio della Turchia vide l’avvicendarsi di diverse popolazioni e civiltà, quali gli ittiti, i frigi, gli assiri, i greci, i persiani, i romani e gli arabi. Gli antenati nomadi dei turchi moderni giunsero dall’Asia centrale nell’XI secolo d.C., conquistando i territori dell’impero bizantino e arabo, influenzando la lingua e la cultura della regione e favorendo il subentrare dell’Islam al cristianesimo. Alla fine del XX secolo i turchi costituivano circa l’86% della popolazione; oltre a comunità arabe (1,5%), greche e armene, nel paese vive una consistente minoranza curda (11%) stanziata prevalentemente nell’Anatolia orientale. A partire dalla seconda metà del XX secolo la Turchia ha conosciuto un forte fenomeno di emigrazione, soprattutto verso paesi europei (Germania) e arabi (Arabia Saudita).
Lingua ufficiale del paese è il turco; tra le minoranze sono parlati il curdo, l’arabo, il greco e l’armeno. Circa il 99% della popolazione è musulmana, soprattutto sunnita; nelle regioni sudorientali numerosi sono i musulmani sciiti. L’Islam cessò di essere religione di stato nel 1928.
Il sistema di istruzione turco, introdotto da Atatürk, è basato sul modello europeo. Grazie alle nuove riforme, che prevedono la frequenza gratuita e obbligatoria dai 6 ai 14 anni di età, oggi il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta raggiunge l’87,6% (2005), rispetto a un livello di analfabetismo che, all’epoca della costituzione della Repubblica, interessava il 90% della popolazione. I principali atenei del paese sono l’Università di Istanbul (1453), l’Università dell’Egeo a Smirne (1955), l’Università di Ankara (1946) e l’Università tecnica del Medio Oriente, anch’essa ad Ankara (1956). Il paese conserva un patrimonio inestimabile di siti archeologici a testimonianza di antiche civiltà. I principali si trovano lungo la costa egea e mediterranea, dove si incontrano, tra numerose altre, le rovine di Troia, Efeso e Mileto; nella regione della Cappadocia e a nord-est di Ankara, dove si trovano interessanti resti della civiltà ittita. Istanbul, Edirne e Bursa sono sede di moschee costruite dal famoso architetto Sinan. Tra i musei del paese si ricordano il Museo del Topkapi, a Istanbul, e il Museo delle Civiltà anatoliche di Ankara. Tra le maggiori biblioteche vi sono la Biblioteca nazionale di Ankara e la Biblioteca statale Beyazit a Istanbul. Per ulteriori approfondimenti sulla cultura del paese, vedi Letteratura turca; Letteratura persiana; Arte islamica; Musica islamica; Filosofia islamica.
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