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Mar Rosso (arabo Al Baḩr al-Aḩmar), stretto mare interno che separa la Penisola arabica dall’Africa nordorientale. Si estende in direzione nord-ovest/sud-est per 1.900 km, da Suez fino allo stretto di Bab al-Mandab; ha una larghezza massima di 354 km e raggiunge una profondità di 3.040 m. Copre una superficie di 438.000 km².
La penisola del Sinai divide l’estremità del Mar Rosso settentrionale in due golfi, il golfo di Suez e il golfo di Aqaba; il canale di Suez collega il Mar Rosso al mar Mediterraneo, mentre lo stretto di Bab al-Mandab lo collega con il golfo di Aden, un braccio del mare Arabico. Il Mar Rosso occupa una parte della depressione della Rift Valley, in corrispondenza di un’antichissima frattura, risalente a più di 50 milioni d’anni fa; si formò circa 20 milioni d’anni fa, quando la Penisola arabica si staccò dell’Africa. Gli sbocchi idrotermali presenti sul fondale costituiscono la prova di un’attività tettonica ancora in corso. L’instabilità geologica del bacino del Mar Rosso è comprovata dai rilevamenti geofisici compiuti nel 2005 dalla nave oceanografica italiana Urania, eseguiti per conto del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR): il bacino va progressivamente “aprendosi”, e le sue sponde si stanno separando al ritmo di 1 cm all’anno, velocità che potrebbe aumentare a 4 cm. Il destino di questo mare interno, dunque, è quello di diventare un nuovo oceano, sia pure su una scala temporale dell’ordine di un centinaio di milioni di anni. A conferma del processo in atto, sull’asse del fondale, dove maggiore è l’attività tettonica e dove si registrano numerosi sismi, sono state rinvenute rocce di tipo basaltico, tipiche delle zone in cui si va formando nuova crosta terrestre. L’area centrale del fondale presenta anche rocce particolarmente pesanti, diverse da quelle di tipo continentale che si rilevano solitamente nei mari interni (ad esempio nel fondale del mare Adriatico settentrionale).
Il Mar Rosso si trova in un’area di antichissime civiltà. Secondo la tradizione biblica, il luogo in cui avvenne l’attraversamento del mare da parte degli ebrei si trova nelle vicinanze del golfo di Suez. Nei secoli che seguirono la caduta dell’impero romano, il mare costituì per il mondo arabo la principale arteria di comunicazione con l’Africa orientale, la Persia (l’attuale Iran) e l’Estremo Oriente; per le nazioni europee, invece, assunse grande importanza commerciale solo dopo l’apertura del canale di Suez (1869), che rese possibile la via di navigazione diretta tra Europa ed Estremo Oriente. Tra i principali porti sul Mar Rosso sono da segnalare Suez e Al-Quşayr (in Egitto), Elat (Israele), Aqaba (Giordania), Port Sudan, Sawakin (Sudan), Massaua (Eritrea), Gidda (Arabia Saudita), Hodeida e Mocha (Yemen). In anni recenti, le località egiziane affacciate sul Mar Rosso sono andate assumendo un importante ruolo nel turismo internazionale. Tra le principali ricordiamo Sharm el-Sheikh e Dahab (sulla costa orientale della penisola del Sinai) e Hurgada.
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