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Arabia Saudita

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Arabia Saudita: bandiera e innoArabia Saudita: bandiera e inno
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5.5

Trasporti e vie di comunicazione

Negli ultimi decenni notevole è stato lo sviluppo delle comunicazioni, tanto che nel 2000 la rete stradale si estendeva per 152.044 km e quella ferroviaria per 1.020 km. I porti principali sono Gidda e Yenbo, sul Mar Rosso, e gli scali petroliferi di Al-Jubayl, Ad-Dammam e Ras Tanura, sul golfo Persico. Gli aeroporti principali sono quelli di Dhahran, Gidda e Riyadh.

6

Ordinamento dello stato

L’Arabia Saudita è una monarchia assoluta; il sovrano esercita il potere legislativo ed esecutivo, coadiuvato dal Consiglio consultivo composto da 90 membri di nomina regia. Fino al marzo del 1992, anno in cui fu promulgata una Carta dei diritti, non esisteva una Costituzione scritta e a tutt’oggi non sono ammessi partiti politici. La gran parte degli alti funzionari dello stato è scelta tra i membri della famigli reale e le altre famiglie nobili e notabili del paese.

Il re, oltre a essere capo del governo, rappresenta anche la suprema autorità religiosa (“custode delle sante moschee”). La carica regia non è ereditaria; il successore del sovrano viene scelto tra i membri della folta famiglia reale, previa consultazione con i leader politici e religiosi. Il sistema giudiziario si basa sulla shariah, la legge islamica (vedi Islam: la Shariah e i riti). Il principale organo giudiziario del paese è costituito dal Consiglio Supremo. È in vigore la pena di morte.

La riforma del 1993 ha stabilito la suddivisione del paese in tredici distretti amministrati da governatori e assemblee di notabili locali; le principali città eleggono il proprio governo municipale, mentre l’amministrazione dei piccoli centri e villaggi è affidata ai Consigli degli anziani.

7

Storia

La penisola araba è probabilmente la regione da cui all’inizio del IV millennio a.C. mossero, per stabilirsi in Mesopotamia e in Palestina, popolazioni semite in seguito conosciute come assiri, cananei e amorrei.

7.1

Storia antica

Nel I millennio a.C. il regno mineo comprendeva la capitale Karna (l’attuale Sadah, nello Yemen), la regione dell’Asir e i territori a sud dell’Higiaz, lungo le coste del Mar Rosso. Dopo che i minei, popolazione di nomadi e mercanti che detenne il monopolio del commercio dell’incenso per quasi tutto il millennio, abbandonarono l’avamposto commerciale di Al-Ula nel I secolo a.C., i nabatei fecero di Medain Salih, a nord, il centro delle proprie attività mercantili. Sottoposti alla pressione espansionistica prima di Alessandro il Grande, poi della dinastia egizia dei Tolomei, le popolazioni della penisola conservarono a lungo l’indipendenza ma il regno dei nabatei, di cui Petra era la capitale, fu annesso all’impero romano da Traiano nel 106 d.C.

7.2

L’avvento dell’Islam

Tra il IV e il V secolo d.C. la regione fu divisa tra i ghassanidi e i lakhmidi. Agli inizi del VII secolo alla Mecca – che grazie alla sua posizione strategica aveva oscurato la potenza economica di Petra – Maometto iniziò la sua predicazione. Cacciato dalla città nel 622 (vedi Egira), Maometto promosse da Medina un rapido processo di unificazione delle popolazioni arabe. Nel 630 fece ritorno alla Mecca e la conquistò, dando così inizio all’espansione dell’islam. I suoi successori conquistarono e convertirono tutto il Medio Oriente; quando fu fondato il califfato, prima a Damasco nel 660 (vedi Omayyadi), e in seguito a Baghdad (vedi Abbasidi), la terra natale di Maometto perse di importanza all’interno dell’impero islamico. Il califfato andò via via indebolendosi e dopo il 1269 la maggior parte dell’Higiaz cadde sotto la sovranità dei mamelucchi egiziani; questi vennero soppiantati solo nel 1517, quando l’Egitto fu conquistato dagli ottomani, che tuttavia non riuscirono a stabilire un completo controllo sul territorio arabo. Nel XV secolo Muhammad ibn Saud fondò a Riyadh la dinastia saudita.

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