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Struttura articolo
Introduzione; Anemie da ridotta produzione di eritrociti; Anemie da aumentata distruzione di eritrociti; Anemie da perdite ematiche acute o croniche; Sintomi; Terapia
Dal momento che l’emoglobina contenuta nei globuli rossi è deputata al trasporto di ossigeno nelle varie parti del corpo, i soggetti anemici presentano sintomi causati da un'insufficiente ossigenazione dei tessuti. Tipiche manifestazioni dell’anemia comprendono pallore, dispnea, scarsa resistenza allo sforzo fisico, vertigini e mal di testa, palpitazioni, e abbassamento della pressione sanguigna; inoltre, possono verificarsi disturbi gastrointestinali, eccessiva caduta dei capelli e minore resistenza al freddo.
La diagnosi dell’anemia avviene effettuando analisi del sangue mirate alla determinazione dell’ematocrito; in tal modo, è possibile individuare se, ad esempio, il sangue del paziente contiene globuli rossi di dimensioni ridotte (in tal caso, il VGM, o volume globulare medio, sarà inferiore alla norma), oppure se i globuli contengono una ridotta quantità di emoglobina (valore indicato dalla concentrazione corpuscolare media in emoglobina). In passato, la terapia dell'anemia comprendeva ripetute trasfusioni di sangue e una dieta a base di fegato di manzo o di vitello (vedi George R. Minot e William P. Murphy). Oggi si ritiene che le trasfusioni possano dare solo un temporaneo beneficio al paziente, e si considera essenziale individuare il fattore che è all'origine dell'anemia; le moderne capacità diagnostiche permettono quasi sempre di effettuare una diagnosi precisa della causa principale dell'anemia e di correggerla. Ad esempio, nel caso di anemie carenziali occorre intervenire introducendo nell'organismo la sostanza che a esso manca. Le trasfusioni sono ancora usate nei casi di gravi e rapide perdite di sangue in tutti i tipi di anemia.
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