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Fotografia

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Roiter: Maschere a VeneziaRoiter: Maschere a Venezia
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Fotografia subacquea

Le macchine fotografiche subacquee dispongono di un alloggiamento a tenuta d’acqua con una finestrella di vetro o plastica posta davanti all’obiettivo. Nelle ore di luce è normalmente possibile scattare fotografie fino a una profondità di 10 metri, mentre per profondità maggiori si richiede l’ausilio di una luce artificiale, come un flash o una lampada alogena. La qualità delle foto dipende dalla limpidezza dell’acqua e dalle particelle in sospensione: queste infatti, riflettendo la luce, non consentono riprese ravvicinate. I fotografi subacquei usano spesso obiettivi grandangolari per compensare l’effetto di ingrandimento che l’acqua produce a causa del suo maggiore indice di rifrazione rispetto all’aria.

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Fotografia scientifica

Nella ricerca scientifica le pellicole e le lastre fotografiche sono particolarmente importanti, non solo per la versatilità, ma anche per la loro sensibilità alle radiazioni infrarosse e ultraviolette, ai raggi X e gamma e alle particelle cariche. La radioattività, ad esempio, fu scoperta per l’annerimento accidentale di una pellicola fotografica. Molti strumenti ottici, quali il microscopio, il telescopio e lo spettroscopio, consentono di ottenere immagini fotografiche. Tanti altri strumenti scientifici, come il microscopio elettronico, l’oscilloscopio e i terminali dei computer, sono tutti equipaggiati con accessori per scattare fotografie o con adattatori che permettono l’uso di una normale macchina fotografica.

La registrazione fotografica di immagini ai raggi X, chiamata radiografia, è diventata in medicina uno strumento diagnostico fondamentale. Le radiografie servono anche a datare le differenti stesure di dipinti; oppure consentono di individuare difetti in tubi, serbatoi pressurizzati e parti meccaniche di uso particolarmente critico, quali quelle degli impianti nucleari, degli aeroplani o dei sottomarini. Gli ultimi sviluppi tecnologici dell’elaborazione di immagini in medicina sono costituiti dalla tomografia computerizzata (TC) e dalla risonanza magnetica nucleare (NMR); infine, con l’avvento del laser oggi si dispone di una tecnica chiamata olografia, la quale permette di ottenere immagini tridimensionali.

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Fotografia astronomica

In astronomia la fotografia riveste un ruolo d’importanza assoluta. Ponendo la lastra fotografica sul piano focale del telescopio, gli scienziati possono ottenere precise registrazioni della localizzazione e della luminosità dei corpi celesti. Comparando le fotografie della stessa regione del cielo ripresa in momenti diversi, possono essere rivelati i particolari movimenti di corpi quali, ad esempio, le comete. Infine, grazie a lunghissime esposizioni, le lastre fotografiche permettono di registrare la presenza di corpi celesti impossibili da percepire altrimenti per la debolezza della loro luminosità.

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Microfilm

Il microfilm è una riduzione fotografica realizzata in un formato molto piccolo; oggi questa tecnica si è diffusa nell’archiviazione di informazioni che altrimenti occuperebbero spazi enormi. Giornali e riviste, ma anche manoscritti antichi, vengono fotografati su pellicole a rullo e possono essere letti grazie a particolari proiettori da tavolo che permettono, con speciali sistemi, il ritrovamento veloce delle pagine desiderate. Un’altra applicazione è la “microfiche”, una superficie di pellicola pari a 10 x 15 cm nella quale possono essere inseriti fino a 70 riquadri, ognuno corrispondente a una pagina di testo.

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Fotografia all’infrarosso

Se trattate con coloranti speciali le emulsioni fotografiche possono diventare sensibili ai raggi infrarossi. Questi penetrano la foschia atmosferica e permettono di scattare foto molto dettagliate da lunga distanza o da alta quota. Poiché qualsiasi oggetto emana raggi infrarossi, questo tipo di fotografia può essere impiegato nella più completa oscurità. Rivela anche minime variazioni di temperatura, oltre che l’assorbimento o la riflessione di raggi infrarossi da parte degli oggetti. Alcune sostanze organiche come i vegetali, ad esempio, riflettono maggiormente questi raggi: le pellicole all’infrarosso tendono quindi a riprodurre come bianchi i toni verdi delle foglie, soprattutto se si utilizza un filtro rosso scuro. La fotografia all’infrarosso è usata per diagnosi mediche, per rilevare eventuali falsificazioni in manoscritti o opere d’arte e per esaminare documenti in cattivo stato di conservazione. È stata impiegata, ad esempio, per analizzare i Manoscritti del Mar Morto.

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