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Trapianto

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Rene umano pronto per il trapiantoRene umano pronto per il trapianto
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2.3

Sviluppi recenti

Attualmente, oltre ai trapianti di cuore, fegato e rene, è possibile eseguire innesti di altre parti del corpo, quali midollo osseo, cornea, polmone e pancreas. In alcuni casi possono essere trapiantati contemporaneamente più organi, ad esempio fegato e pancreas; in genere, però, tali operazioni sono molto delicate e i pazienti sopravvivono solo per un breve periodo. Nel settembre 1998, per la prima volta, fu eseguito a Lione l’impianto di un intero avambraccio in un uomo australiano di 40 anni. L’operazione, eseguita dal chirurgo australiano Earl Owen e dall’immunologo italiano Marco Lanzetta, fu considerata un successo soprattutto in considerazione del fatto che, in precedenza, il trapianto di un arto era stato tentato solo una volta, nel 1964 in Ecuador, e aveva portato al rigetto dell’arto dopo sole due settimane.

Sempre a Lione, nel gennaio del 2000 è stato eseguito il primo trapianto di entrambi gli arti superiori (avambracci e mani), intervento che ha richiesto il lavoro di 18 chirurghi, tra cui 4 italiani. Nel settembre 1999 è stato eseguito il primo trapianto di tessuto ovarico in una donna di 30 anni; in tal caso, si è trattato di un autotrapianto, cioè del reimpianto in un’ovaia colpita da tumore benigno di un frammento dell’altra ovaia, che era stata asportata anni prima perché affetta da cisti e congelata. L’intervento è stato eseguito al New York Methodist Hospital.

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La carenza di organi

Il prelievo degli organi allo scopo di eseguire trapianti è vincolato non solo alla concreta possibilità di reperire tessuti sani e con caratteristiche tali da renderli compatibili con il ricevente, ma anche alla volontà del soggetto donatore, finché era in vita, e alle norme giuridiche vigenti nei diversi paesi. Per tali motivi, gli organi destinati al trapianto risultano ancora oggi molto carenti rispetto alle necessità, e l’attesa dei pazienti si prolunga spesso per anni (nel 1998, si è calcolata un’attesa media di 5-6 mesi per il trapianto di fegato e cuore, e di 7-8 anni per quello di rene).

3.1

Il silenzio-assenso

In Italia, nel tentativo di favorire il reperimento di organi, è stata promulgata una legge che prevede che qualsiasi cittadino al di sopra dei 18 anni debba compilare entro un certo lasso di tempo uno speciale modulo presso un’Azienda Sanitaria Locale (ASL), per esprimere il suo veto a prelevare i propri organi in caso di morte. In caso contrario, cioè se il cittadino non si esprime, si ritiene implicito il suo consenso al prelievo (silenzio-assenso). Per i minorenni, la decisione spetta a entrambi i genitori e deve essere concorde. Il prelievo degli organi, o espianto, può avvenire solo dopo che, al momento del decesso, un collegio di medici verifichi la morte mediante l’avvenuta cessazione dell’attività cerebrale (vedi Elettroencefalogramma). Il controllo degli organi espiantati e la destinazione degli stessi viene effettuato da un Centro Nazionale Trapianti, che agisce anche da banca-dati in collegamento con centri regionali.

3.2

Possibili donatori, umani e non

All’attività di regolamentazione da parte degli organi legislativi, si affianca quella di alcune associazioni, come l’Associazione Italiana Donatori Organi (AIDO), che effettuano un lavoro di sensibilizzazione dei cittadini al problema della scarsità di organi disponibili. Una possibile fonte di organi adatti al trapianto deriva dalla tecnologia degli animali transgenici, in particolare dei suini, sui quali si sta effettuando una sperimentazione. Attualmente, però, sono stati impiantati organi da suini transgenici soltanto ad alcuni macachi, e nessuno all’uomo; questa via di ricerca, tra l’altro, deve superare non solo difficoltà di ordine tecnico, ma anche perplessità di natura bioetica e legislativa.

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Trapianto di organi

La necessità di sostituire un organo lesionato si verifica in genere a causa di gravi patologie croniche alle cui terapie il paziente risponde in modo insoddisfacente, oppure per le quali non sono possibili altre cure. I trapianti di cuore e fegato, ad esempio, vengono eseguiti quando gli organi di un soggetto sono irreparabilmente danneggiati, a causa di ripetuti infarti del miocardio o di cirrosi epatica; la cornea viene trapiantata per curare alcune forme di cecità; i trapianti del pancreas vengono, in genere, tentati in soggetti affetti da diabete mellito; il midollo osseo viene trapiantato a soggetti con forme di cancro degli organi emopoietici o leucemia. Si calcola che nel 1998 gli interventi di trapianto eseguiti in Italia siano stati 2166, tra cui 1162 di rene da donatore deceduto, 549 di fegato e 336 di cuore. I pazienti che hanno maggiore speranza di vita sono attualmente quelli che hanno subito il trapianto di rene (dopo tre anni sopravvive il 90%), e di cuore (dopo tre anni sopravvive l’84%).

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