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Kashmir Regione della sezione nordoccidentale del subcontinente indiano; ha una superficie complessiva di 222.236 km².
Del Kashmir fanno parte regioni attualmente unite all’India, al Pakistan e alla Cina. All’India appartiene lo stato di Jammu e Kashmir, corrispondente ai due terzi circa del Kashmir storico e comprendente la pianura di Jammu, la regione di Srinagar e la parte centrale del Ladakh. La parte orientale del Ladakh è dal 1962 sotto il controllo cinese con il nome di Aksai Chin. Al Pakistan appartengono le sezioni occidentale e settentrionale, organizzate nelle entità amministrative dell’Azad Kashmir (“Kashmir libero”, che comprende anche la valle del fiume Jhelum, detta anche “la Vallata”, il Kashmir per antonomasia) e delle Northern Areas (Gilgit e Baltistan), situate sulla catena del Karakoram e corrispondenti alla parte occidentale del Ladakh. In base all’accordo di Karachi con il governo pakistano (1949), l’Azad Kashmir amministra anche il Gilgit e il Baltistan, che tuttavia hanno a loro volta uno statuto autonomo. Questa suddivisione – frutto delle guerre tra India e Pakistan che seguirono la costituzione dei due stati (1947) e della guerra indo-cinese (1962) – non ha mai ottenuto un riconoscimento ufficiale, continuando a generare violenti conflitti tuttora in corso.
Il Kashmir è una regione di antichissimo insediamento, a lungo contesa per la sua posizione strategica. Secondo la tradizione, il nome deriva dai khasi, una popolazione stanziatasi nella valle del fiume Jhelum molti secoli prima dell’era cristiana. Originariamente la regione fu una roccaforte dell’induismo e vi fu introdotto il buddhismo verso il 245 a.C.; la parte nord-occidentale fu islamizzata a partire dal XIV secolo, quando cadde sotto il dominio dei sultani. Conquistata tra il 1586 e il 1592 da Akbar, che la incluse nell’impero Moghul, fu poi soggetta al dominio afghano tra il 1756 e il 1819 e venne annessa dal maragià Ranjit Singh nell’effimero impero sikh del Punjab. Scomparso Singh (1839) e dissoltosi il suo stato sotto la pressione militare britannica, nel 1846 la Vallata e Gilgit furono uniti al regno dogra di Gulab Singh, il maragià indù di Jammu, che aveva già conquistato tra il 1834 e il 1840 il Ladakh e una parte del Baltistan. Alla fine del secolo, i britannici costrinsero gli altri principati settentrionali a sottoporsi a Jammu. Contro il severo dominio dogra, le regioni settentrionali e occidentali a maggioranza islamica si ribellarono inutilmente più volte.
Il violento scontro che accompagnò la partizione dell’India britannica (1947) ebbe a Jammu un tragico riflesso con estesi massacri di musulmani. Nei distretti di Gilgit e di Pūunch scoppiarono violente rivolte per ottenere l’annessione al Pakistan, cui il maragià Hari Singh si oppose. La penetrazione di combattenti islamici lo indusse poi a cercare la protezione dell’India, con cui firmò un trattato di adesione. Lo scontro che ne seguì, che vide l’intervento degli eserciti indiano e pakistano (vedi Guerre indo-pakistane), si concluse agli inizi del 1949, quando, con la mediazione delle Nazioni Unite, una linea di cessate il fuoco separò la parte rimasta sotto il controllo di Jammu da quella occupata dalle forze pakistane. Nel 1949 l’Azad Kashmir (“Kashmir libero”) si diede una Costituzione e un Parlamento con sede a Muzaffarabad. Al suo governo, legato a quello pakistano, fu affidata anche l’amministrazione di Gilgit, del Baltistan e dei principati settentrionali (Northern Areas). I successivi sforzi dell’ONU per ottenere il ritiro delle truppe e raggiungere un accordo soddisfacente per entrambe le parti furono vani e il referendum per l’autodeterminazione previsto dagli accordi del cessate il fuoco fu rimandato di anno in anno.
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