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Inferno

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Signorelli: I dannatiSignorelli: I dannati
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1

Introduzione

Inferno Luogo in cui dimorano le anime dannate dopo la morte, secondo una credenza diffusa sin dall'antichità presso quasi tutte le grandi religioni del mondo.

2

Cristianesimo

Comune agli antichi ebrei e ad altre popolazioni semitiche era la credenza nello sheol, un luogo in cui la vita dopo la morte rappresentava una prosecuzione spettrale della vita terrena, priva però delle difficoltà che caratterizzano quest'ultima. Trasformando radicalmente la concezione ebraica, i primi scrittori cristiani utilizzarono il termine 'inferno' per indicare: 1) il limbo dei fanciulli, dove i non battezzati fruiscono di una gioia naturale senza però poter vedere Dio; 2) il limbo dei padri, in cui le anime dei giusti morti prima della venuta di Cristo attendono la redenzione; 3) un luogo di sofferenza spirituale e di rimorso per i peccati, destinato però ad aver termine alla fine dei tempi (questa è la concezione di Origene); 4) il luogo di punizione degli angeli caduti e di tutti i mortali che muoiono senza pentirsi di aver commesso peccati mortali. L'ultimo significato è quello oggi più diffuso.

La durata della punizione all'inferno è stata oggetto di controversia sin dalle origini del cristianesimo: alla dottrina che sosteneva la finitezza temporale delle pene infernali fece seguito la convinzione dell'eternità del castigo, che venne ufficializzata tanto in Oriente quanto in Occidente, divenendo parte anche delle professioni di fede delle Chiese nate dalla Riforma protestante.

In epoca moderna alcuni teologi hanno respinto la credenza in una punizione fisica dopo la morte e nell'eternità del castigo; ugualmente controversa è la questione riguardante la natura delle pene infernali: le opinioni variano fra l'affermazione secondo cui il dolore infernale non è altro che rimorso di coscienza, e la credenza tradizionale secondo cui il 'dolore della perdita' (la coscienza di aver perduto la visione di Dio e la felicità del paradiso) è unito al 'dolore del senso' (tormento fisico vero e proprio).

3

Islam, induismo, buddhismo

L'Islam trasse l'idea dell'inferno da fonti ebraico-cristiane e zoroastriane; l'inferno venne rappresentato come una cavità infuocata attraversata da uno stretto ponte che conduce al cielo sul quale tutte le anime devono transitare: quelle che non sono state redente dalla misericordia di Allah cadono nella cavità per essere punite.

L'induismo ha indicato diversi inferni: 7 in alcuni testi, 21 in altri o addirittura decine di milioni. Essi fanno parte del ciclo infinito della trasmigrazione delle anime che si reincarnano. All'inferno, infatti, i demoni tormentano i peccatori finché le loro colpe siano espiate ed essi siano liberi di reincarnarsi a un livello superiore.

Il buddhismo accolse e modificò i concetti indù di trasmigrazione e di inferno. Secondo la cosmologia buddhista, i sei 'destini' dell'esistenza mortale comprendono tre sfere nelle quali può reincarnarsi chi è gravato da un karma particolarmente dannoso: il 'destino' dell'inferno, quello dei fantasmi affamati e quello dei demoni combattenti. Come per l'induismo, le torture sofferte contribuiscono a purificare l'anima affinché essa si incarni a un livello più alto. Questa tradizione venne elaborata dal buddhismo dell'Oriente asiatico, secondo cui i morti sono giudicati dal re (o dai re) dell'inferno e condannati a punizioni appropriate.

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