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Risultati di Windows Live® Search Samurai Membri della classe dei guerrieri, fecero la loro comparsa come classe organizzata nel Giappone del XII secolo, quando furono loro demandate le funzioni di governo effettivo delle province, nominalmente assegnate alla responsabilità di cortigiani residenti nella capitale Kyoto. Reclutati tra i guerrieri dei clan locali, si legarono progressivamente con vincoli di fedeltà particolare ai membri delle famiglie guerriere Taira e Minamoto, spesso saliti al trono imperiale. Nel XIV secolo il passaggio dallo shogunato Hojo a quello Ashikaga si accompagnò a una crescita del potere dei samurai che, mantenute le tradizionali funzioni militari di difesa dei territori dei daimyo, si impadronirono dei possedimenti dei loro signori, sostituendosi direttamente a essi nella riscossione dei tributi dovuti dai contadini. Organizzatisi in casta militare tra il XV e il XVI secolo, i samurai acquisirono un potere tale da svuotare quello di ogni altra autorità centrale superiore, sino a condurre il Giappone all’anarchia. Dopo che lo shogunato dei Tokugawa ebbe ripristinato l’ordine e ridato vita a un governo stabile (1603), i samurai si trasformarono in una casta di funzionari imperiali regolata da un rigido codice etico (bushido) incentrato sui valori di disciplina, onore e lealtà. Persa l’originale funzione guerriera durante il periodo Edo (1600-1868), i loro compiti furono essenzialmente burocratico-amministrativi. Il declino dei samurai iniziò con l’avvento della restaurazione Meiji nel 1868, quando l’abolizione dello shogunato si accompagnò alla cancellazione di tutti i loro privilegi; nel 1871 lo smantellamento del sistema feudale e la restituzione delle terre dei daimyo all’imperatore portò all’abolizione della casta dei samurai, i cui membri vennero inquadrati nella nuova classe shizoku (della piccola nobiltà).
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