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Varrone, Marco Terenzio

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Varrone, Marco Terenzio (Rieti 116-27 a.C.), erudito latino. Cresciuto politicamente nella cerchia di Pompeo, si schierò al suo fianco durante la guerra civile (49-48 a.C.); dopo la sconfitta di Farsalo e la morte di Pompeo, Varrone ottenne il perdono di Giulio Cesare, che nel 47 a.C. lo nominò primo bibliotecario della nuova biblioteca pubblica a Roma.

Fine studioso e autore prolifico, Varrone scrisse 74 opere comprendenti circa 620 libri, che spaziavano in tutti i campi dello scibile. Di questi scritti rimangono circa 600 frammenti delle Satire menippee (81 ca. - 67 ca. a.C.), in prosa e in versi; inoltre ci sono pervenuti due libri integri, nonché parti di altri quattro su un totale di 25 del De lingua latina (43 ca. a.C.), opera tuttora fondamentale per lo studio e la conoscenza della lingua latina, che con le sue ipotesi di etimologia gettò le basi dello studio linguistico a Roma. L'unico testo conservatosi interamente è un'opera in tre libri sulla vita e le opere dei campi, De re rustica (37 a.C.).

Studioso di antichità romane, Varrone elaborò una datazione della storia di Roma (vedi Roma, età monarchica). Partendo dal primo dato certo (la caduta della monarchia nel 509 a.C.), fissò l’anno della fondazione di Roma nel 754 a.C., calcolando che ciascuno dei sette re avesse regnato per 35 anni. L’infondatezza evidente della datazione avalla l’ipotesi che il numero dei re di Roma fu maggiore di quanto tradizionalmente tramandato.

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