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Introduzione; Polmonite batterica; Polmonite virale; Polmonite da Mycoplasma pneumoniae; Polmonite da Pneumocystis carinii; Polmonite atipica o SARS
Polmonite Termine applicato a circa cinquanta diverse malattie infiammatorie dei polmoni, caratterizzate dalla formazione di un essudato fibrinoso. La polmonite può essere causata da batteri, compresi rickettsie e micoplasmi, funghi, protozoi o dall'inspirazione di sostanze estranee dannose che, esercitando un’azione irritativa, scatenano una risposta patologica.
La polmonite batterica o lobare è un’infezione acuta causata da Streptococcus (sin. Diplococcus) pneumoniae, batterio Gram-positivo le cui cellule tipicamente si aggregano a coppie; prende anche il nome di diplococco o pneumococco ed è responsabile di altre gravi affezioni invasive (alcune forme di meningite, peritonite ed endocardite), e non invasive (sinusite, bronchite, otite media). La polmonite lobare si verifica spesso in inverno, dopo un’infezione virale acuta delle vie respiratorie superiori. I sintomi sono in genere brividi accompagnati da tremore e febbre alta (40 °C circa), dolore al petto durante la respirazione, tosse ed espettorato tinto di sangue. L’infezione può colpire l'intero polmone o una sua parte, oppure, nella polmonite doppia, entrambi gli organi.
La terapia immediata con antibiotici (tetracicline ed eritromicina) generalmente consente la guarigione in breve tempo. Allo stato attuale, si stima che Streptococcus pneumoniae causi nel mondo un milione di morti ogni anno; nei paesi in via di sviluppo provoca gravi polmoniti soprattutto nei bambini al di sotto dei cinque anni, mentre nei paesi industrializzati colpisce di preferenza adulti predisposti all’infezione (affetti da infezioni virali, insufficienza renale cronica, anemia falciforme, forme di immunodeficienza congenite o acquisite). L’eradicazione di S. pneumoniae è complessa, soprattutto per l’elevato numero di ceppi esistenti (attualmente ne sono stati isolati oltre novanta, dei quali dodici sono responsabili dell’80% delle forme invasive). Poiché la diffusione di terapie antibiotiche, se da un lato ha permesso la cura della polmonite, d’altra parte ha favorito la selezione di ceppi batterici antibiotico-resistenti, l’orientamento clinico attuale tende a favorire un’opera di prevenzione attraverso la vaccinazione antipneumococcica. In Italia, nel novembre 2001, il Ministero della Salute ha comunicato le disposizioni per l’impiego del vaccino. Sono disponibili due preparati, uno indicato per soggetti oltre i due anni di età e soprattutto per la prevenzione delle polmoniti; l’altro è più adatto a bambini al di sotto dei due anni nella prevenzione di polmonite, setticemia e meningite da pneumococco. La vaccinazione, eseguita per via intramuscolare, viene offerta ai bambini di età inferiore a cinque anni affetti da particolari condizioni cliniche (infezione da HIV; diabete mellito; malattie epatiche; cardiopatie; immunodeficienza congenita; anemia falciforme e talassemia). Le singole regioni hanno comunque la facoltà di estendere la profilassi a tutti i bambini di età inferiore ai due anni che frequentano comunità infantili.
Esistono altre patologie che, sia pur simili nei sintomi alla polmonite batterica, sono in realtà broncopolmoniti, cioè affezioni dei bronchi e degli alveoli; sono causate da Klebsiella pneumoniae, Haemophilus influenzae e vari ceppi di stafilococchi e streptococchi. Le manifestazioni iniziali della broncopolmonite insorgono in modo meno brusco di quelle della polmonite lobare; comprendono anche febbre, che si mantiene però su valori inferiori a quelli raggiunti nella polmonite da pneumococco. Nel 1976 fu identificata una nuova forma di polmonite batterica, la malattia del legionario, causata da Legionella pneumofila. La maggior parte delle polmoniti batteriche risponde bene alla terapia antibiotica.
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