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Struttura articolo
Introduzione; Il petrolio nella società industriale; Classificazione; Formazione; Raffinazione; Produzione e riserve; Cenni storici
Una volta estratto, il petrolio viene trattato con sostanze chimiche e calore, per eliminare l'acqua e le particelle solide in esso contenute, e per separare il gas naturale residuo; in seguito è immagazzinato in serbatoi di smistamento, da dove viene trasportato alle raffinerie mediante tubazioni continue (oleodotti), o con navi opportunamente attrezzate (navi cisterna, o petroliere), o con speciali autoveicoli (autocisterne) e carri ferroviari (carri cisterna).
La distillazione rappresenta la prima fase della raffinazione del greggio. Il petrolio inizia a vaporizzare a una temperatura leggermente inferiore ai 100 °C: prima si separano gli idrocarburi a più basso peso molecolare, mentre per distillare quelli a molecole più grandi sono necessarie temperature via via crescenti. Il primo materiale che si estrae dal petrolio greggio è la frazione destinata a diventare benzina, seguita dal gasolio e dal cherosene. Nelle vecchie raffinerie, il rimanente veniva trattato con soda o potassa caustica e con acido solforico, e quindi distillato in corrente di vapore, ottenendo oli combustibili e oli lubrificanti dalla parte superiore della colonna di distillazione, e paraffina solida e asfalto da quella inferiore.
Reforming è il processo, costituito da una serie di complesse reazioni chimiche, che ha per scopo l'aumento della resa in benzina della distillazione, mediante la scissione delle molecole di frazioni pesanti del petrolio greggio e la loro successiva ricombinazione in molecole di frazioni più leggere. Il passaggio principale del processo di reforming è il cracking, ovvero la rottura dei legami fra atomi di carbonio, con la generazione di radicali alchilici (alchilazione), che a loro volta si ricombinano per isomerizzazione, polimerizzazione e deidrogenazione.
Nel 1920 i prodotti ricavati dal petrolio greggio erano: benzina (26%), cherosene (13%), gasolio e oli combustibili leggeri (48%), oli combustibili pesanti (13%). Negli anni più recenti, la resa del petrolio si è modificata in: minimo 50% benzina, 7% cherosene, 21% gasolio e oli combustibili, poco meno del 10% oli lubrificanti e circa il 12% residui pesanti.
Il petrolio greggio è forse la materia prima più versatile in assoluto. Alla fine degli anni Novanta nel mondo si producevano circa 9 milioni di tonnellate di petrolio al giorno; l'Arabia Saudita, con il 13,4% del totale, è il maggiore produttore mondiale, seguita dalla Russia, dagli Stati Uniti, dall'Iran, dalla Cina, dal Messico, dal Venezuela, dalla Norvegia, dal Regno Unito e dagli Emirati Arabi Uniti. I principali consumatori di petrolio sono di gran lunga gli Stati Uniti, che consumano quasi il quadruplo del secondo paese in classifica, il Giappone; fanno seguito la Cina, la Germania, la Russia, la Corea del Sud, la Francia, l’Italia, il Messico e il Brasile. Undici paesi produttori di petrolio sono raggruppati nell’OPEC (Organization of Petroleum Exporting Countries).
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