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Interferone

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Introduzione

Interferone Proteina prodotta dalle cellule animali come risposta all’infezione di un virus e capace di inibirne la replicazione. Esso si può classificare nel gruppo di proteine denominate citochine, particolari molecole prodotte dall’organismo e aventi la funzione di mediatori della comunicazione fra le cellule. La produzione dell’interferone fu osservata per la prima volta nel 1957 in alcuni embrioni di pollo dal virologo britannico Alick Isaacs e dal suo collega svizzero Jean Lindenmann.

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Tipi di interferone

Nell’organismo umano esistono diversi tipi di interferone, che formano pertanto una vera e propria famiglia di proteine. Il criterio di distinzione dei differenti interferoni è basato sulla loro origine, ossia sul tipo di cellule che li producono. L’interferone a è originato dai globuli bianchi (leucociti) del sangue; l’interferone β deriva dai fibroblasti (cellule del tessuto connettivo lasso) e dai leucociti; l’interferone g viene prodotto dai linfociti T del sistema immunitario.

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Meccanismo d’azione

L’azione antivirale dell’interferone non è diretta, ma viene svolta da particolari proteine delle quali esso stimola la sintesi. L'interferone, infatti, dopo essere stato prodotto dalla cellula colpita dall’attacco di un virus, si lega a specifici recettori presenti sulla superficie esterna della membrana plasmatica di varie cellule, con la formazione di un complesso interferone-recettore. Il complesso viene trasportato nella cellula, a livello della membrana nucleare. Esso attiva una serie di reazioni biochimiche mediante le quali vengono sintetizzate altre proteine, che bloccano la replicazione del virus, ossia la formazione all’interno della cellula di nuove particelle infettive. Non è stato ancora chiarito a quale stadio della replicazione del virus tali proteine intervengano, nè quale sia il loro meccanismo d’azione.

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Utilizzo terapeutico

A partire dagli anni Sessanta, vi furono i primi tentativi di utilizzare l'interferone per la terapia di malattie da virus, in particolare l’influenza; tale pratica si rivelò però impraticabile, a causa degli enormi costi dell'estrazione di minuscole quantità di interferone da leucociti umani. Grazie alle tecniche di biotecnologia, dal 1980 si cominciò a produrre in laboratorio e a costi accettabili grandi quantità di interferone; in seguito, furono precisati i protocolli sperimentali per la determinazione dei dosaggi e per la verifica dei possibili effetti collaterali delle terapie a base di interferone.

In particolare, l’interferone a è stato oggetto di una approfondita sperimentazione. Esso risulta efficace soprattutto nel trattamento di alcune forme di sclerosi multipla, di leucemie, di linfomi e di cancro. Sembrano promettenti anche i risultati ottenuti in casi di melanoma, di cancro del rene, di alcune affezioni della pelle e in alcune forme di sarcoma di Kaposi associato a infezione da HIV. Gli interferoni β e g non sono ancora stati sperimentati, ma potrebbero rivelare proprietà terapeutica anche superiori a quelle dell’interferone a.

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