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Struttura articolo
Con l’accordo di Nouméa del 1998, la Nuova Caledonia è diventata una collettività d’oltremare (con uno statuto sui generis) della Francia, che è rappresentata da un alto commissario. La collettività, divisa amministrativamente in tre province, gode di un’ampia autonomia. L’organizzazione istituzionale comprende un Congresso di 54 membri (eletti tra i membri delle tre assemblee provinciali), un governo (espresso dal Congresso), un Consiglio regionale e un Consiglio economico e sociale (con funzioni consultive). Una parallela amministrazione vige sulle otto aree tribali kanak e comprende un Senato di 16 membri. La Nuova Caledonia è rappresentata nel Parlamento francese con 2 deputati.
L’isola fu raggiunta nel 1772-1773 da James Cook, che la battezzò con l’antico nome della Scozia. Nel 1793 fu visitata dal navigatore francese Antoine d’Entrecasteaux e nel 1843 vi si stabilì una missione cattolica. Nel 1853 la Francia prese possesso dell’isola, che la unì ai suoi possedimenti della regione. Nel 1860 ne fece una colonia autonoma, relegandovi in seguito i “comunardi” (cioè i membri della Comune di Parigi). La popolazione indigena dei kanak non accettò di buon grado il dominio francese e tentò di rivoltarsi. Nel 1878 le truppe francesi repressero nel sangue una grande insurrezione, uccidendo più di 1000 persone. Nel 1940 la Nuova Caledonia fu tra le prime colonie a schierarsi con le forze del generale Charles De Gaulle. Dopo la seconda guerra mondiale si rafforzarono le posizioni indipendentiste tra la popolazione kanak. Nel 1984 l’isola fu teatro di violenti scontri tra il Fronte di liberazione kanak socialista, sostenitore dell’indipendenza, e il Raggruppamento per la Caledonia nella Repubblica, un movimento unionista forte all’interno alla comunità francese. Nello stesso anno la Francia concesse uno statuto d’autonomia interna, che non soddisfece tuttavia i kanak. Un progetto di più ampia autonomia avviato nel 1985 non vide mai la luce e nel 1988 nuovi violenti scontri tra le due fazioni indussero il governo francese ad avviare un negoziato. Nello stesso anno furono firmati gli “accordi di Matignon”, che prevedevano la fine dell’amministrazione diretta della Francia e la convocazione di un referendum per l’indipendenza nel 1998. Nel 1998 il nuovo “accordo di Nouméa” concesse alla Nuova Caledonia un’ampia autonomia, rimandando il referendum per l’indipendenza a una data da stabilirsi tra il 2013 e il 2018. Nel 2003 la Nuova Caledonia assunse lo status di collettività d’oltremare sui generis.
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