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Violino Strumento musicale cordofono ad arco; è la taglia più acuta della famiglia che da esso prende nome. Gli altri membri della famiglia del violino sono la viola, il violoncello e il contrabbasso. L’arco o archetto è una bacchetta stretta e leggermente incurvata di legno, della lunghezza di circa 75 cm, alle cui estremità è fissata una banda tesa di crini di cavallo. Il violino monta quattro corde accordate per quinte: sol, re', la', mi''.
Nei violini antichi le corde utilizzate erano interamente di budello; oggi possono essere di budello, oppure di budello ricoperto di alluminio, argento, o acciaio.
La maggior parte dei violini ha una tavola armonica in abete ben stagionato; il fondo solitamente in acero. Altre parti del violino sono le fasce, il manico, la tastiera, il riccio, il cavigliere, il ponticello, la cordiera e i fori di apertura sulla tavola, detti “effe” a causa della loro forma (vedi illustrazione). La tavola, il fondo e le fasce sono uniti in modo da formare una cassa armonica. La cassa armonica contiene l’anima, una sottile bacchettina di legno posta in prossimità del ponticello in modo da collegare la tavola con il fondo. Sulla parte interna della tavola è inoltre incollata una sottile striscia di legno, o “catena”, che si trova in posizione longitudinale all’altezza della corda più grave e ha il compito di rafforzare la tensione della volta del piano armonico. Oltre a rafforzare la struttura, l’anima e la catena svolgono un ruolo molto importante nella trasmissione del suono. Le corde partono dalla cordiera, poggiano sul ponticello, passano sopra il manico e giungono al cavigliere, dove sono fissate ai piroli. L’esecutore può ottenere note di diversa altezza premendo con la mano sinistra le corde stesse sulla tastiera, alterando così la lunghezza della corda vibrante. Le corde vengono poste in vibrazione e producono suono nel momento in cui l’esecutore sfrega l’archetto, sorretto dalla mano destra, sulle corde stesse.
Il violino appare per la prima volta in Italia nei primi anni del secolo XVI. Lo strumento potrebbe derivare da due strumenti medievali ad arco, la viella e la ribeca, e da uno strumento tipico del Rinascimento italiano, la lira da braccio, simile morfologicamente al violino, ma con due corde di bordone al di fuori della tastiera. I primi importanti costruttori di violini furono gli italiani Gasparo da Salò e il suo allievo Giovanni Paolo Maggini (1579-1630 ca.) a Brescia e Nicolò Amati a Cremona. L’apice dell’arte liutaria nella costruzione dei violini fu raggiunto nel corso del XVII e del XVIII secolo nelle botteghe dei liutai Antonio Stradivari e Giuseppe Guarneri, entrambi di Cremona, e dal tirolese Jakob Stainer (1617 ca. – 1683). Se confrontati con i violini più recenti, gli strumenti di quel periodo presentano una tastiera assai più corta, un manico più sottile e posto con un’angolazione minore rispetto alla tavola armonica; un ponticello più piatto e corde costruite esclusivamente in budello. Anche gli archetti differivano radicalmente da quelli attuali. Queste caratteristiche costruttive furono modificate nel corso del XVIII e del XIX secolo per donare al violino maggior potenza di emissione e comportarono, conseguentemente, un cambiamento di timbro. Per questo motivo numerosi violinisti del XX secolo hanno deciso di recuperare gli strumenti antichi nella loro forma originaria, in modo da poter eseguire secondo una prassi maggiormente affidabile i capolavori del passato. A partire dall’epoca barocca, quasi tutti i maggiori autori hanno scritto composizioni comprendenti il violino, ma un grande e particolare impulso allo sviluppo della musica per lo strumento venne da Arcangelo Corelli e Antonio Vivaldi. Fra i concerti solistici più noti vi sono quelli di Beethoven, Brahms, Mendelssohn-Bartholdy e Čajkovskij. Tra i maggiori virtuosi del XIX secolo possiamo ricordare gli italiani Giovanni Viotti e Niccolò Paganini, i tedeschi Louis Spohr e Joseph Joachim, lo spagnolo Pablo de Sarasate e i belgi Henri Vieuxtemps ed Eugène Ysaÿe. Nel corso del XX secolo il violino ha conquistato nuove mete artistiche e tecniche grazie a musicisti come Isaac Stern, Yehudi Menuhin, Fritz Kreisler, Jascha Heifetz, Nathan Milstein, Joseph Szigeti, David Ojstrach, Salvatore Accardo e Mischa Elman.
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