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Tubercolosi

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1

Introduzione

Tubercolosi o TBC Malattia infettiva cronica causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis, o bacillo di Koch, che può interessare qualunque tessuto dell’organismo, ma che colpisce con maggiore frequenza i polmoni (tubercolosi polmonare). Il termine deriva dalla formazione nell’organismo, a seguito dell’infezione, di caratteristiche strutture cellulari, dette tubercoli, in cui i batteri vengono intrappolati e isolati.

La tubercolosi colpisce l’uomo e animali da allevamento come il pollame, i bovini (che vengono sottoposti a vaccinazione) e i suini. Malgrado siano disponibili metodi di diagnosi e di terapia che permettono la completa guarigione, ancora oggi la tubercolosi costituisce in molti paesi un’emergenza sanitaria.

Oltre alla tubercolosi polmonare, altre forme di questa patologia sono la tubercolosi ossea, la tubercolosi renale e quella cutanea. Il bacillo di Koch può anche colpire il rene, gli organi genitali e l’intestino.

2

Cenni storici

La tubercolosi, nelle sue varie forme, era già nota nel mondo antico, ma fu descritta nei suoi sintomi caratteristici e nel suo decorso solo all’inizio del XIX secolo, dai medici francesi Gaspar Laurent Bayle e René Laënnec; questi morirono proprio a causa di questa malattia. Nel 1874 il medico americano Edward Livingston Trudeau, anch’egli colpito da TBC, fondò un sanatorio “modello” per tutte le terapie della TBC.

Fu però nel 1882 che il microbiologo tedesco Robert Koch individuò l’agente eziologico della tubercolosi nel batterio Mycobacterium, che da allora prese il suo nome (“bacillo di Koch”). La mortalità e anche la morbilità della tubercolosi, ossia la sua capacità di diffondersi nella popolazione, furono elevate fino alla fine dell’Ottocento. La tubercolosi colpì, fra gli altri, anche illustri esponenti della letteratura e della musica dell’epoca, come Anton Čechov, Fryderyk Chopin e Franz Kafka; anche in numerose opere di quel periodo si trovano personaggi o comunque ambientazioni legate alla tubercolosi (si pensi alla Montagna incantata di Thomas Mann e alla Signora delle camelie di Alexandre Dumas).

Nel 1890 Koch sviluppò il test della tubercolina per la diagnosi della malattia. Nel 1924 i batteriologi francesi Albert Calmette e Camille Guérin svilupparono il vaccino BCG ( Bacillo Calmette-Guérin). Il primo farmaco specifico per la TBC divenne disponibile quando, nel 1943, il microbiologo statunitense Selman Abraham Waksman scoprì la streptomicina; un altro composto, l’acido para-aminosalicilico, fu messo a punto nel 1948; nel 1952, l’isoniazide rappresentò un importante contributo per il trattamento della tubercolosi e per la sua regressione, cioè per la progressiva riduzione dei casi di infezione nella popolazione.

2.1

La ricomparsa della TBC

La mortalità della tubercolosi, a partire dai primi del Novecento, è andata progressivamente diminuendo, scendendo da 222 a 5 morti (nel 1980) su 100.000 abitanti. Verso la metà degli anni Ottanta si è tuttavia verificata un’inversione di tendenza che ha determinato il rapido aumento dei nuovi casi di infezione. Attualmente, la TBC uccide 2 milioni di individui all’anno; un terzo della popolazione mondiale risulta infetta. L’80% dei malati ha un’età compresa tra 15 e 49 anni.

L’epidemia si va diffondendo su scala globale soprattutto per tre fattori: la concomitante diffusione dell’infezione da HIV, che indebolisce il sistema immunitario; l’aumento degli spostamenti (emigrazione, viaggi, attività lavorative) tra paesi anche molto distanti fra loro; la scarsa opera di prevenzione e cura, soprattutto a livello delle fasce sociali a maggiore rischio di infezione.

Il monitoraggio dell’infezione, su scala mondiale, è svolto dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ogni anno pubblica i dati epidemiologici relativi alla tubercolosi nel Global Tubercolosis Control. Il preoccupante aumento dei casi di infezione nei primi anni Novanta del XX secolo, con un picco nel 1993, fece dichiarare la TBC “emergenza mondiale”.

Nel 2000 fu avviato il programma mondiale “Stop Tb”, che comprende una rete di oltre 400 enti pubblici e privati coordinati dall’OMS e ha l’obiettivo di ridurre significativamente l’incidenza della malattia. Dopo il primo quinquennio, nel 2006 il programma fu rilanciato con il secondo piano globale: l’annuncio fu dato il 24 marzo, data in cui ricorre la “Giornata mondiale contro la tubercolosi” (World TB Day).

2.2

Diffusione dell’epidemia

Ogni anno in tutto il mondo i nuovi casi di infezione ammontano a oltre 9 milioni, di cui circa 90.000 in Europa. La tendenza europea degli ultimi decenni registra una diminuzione dei nuovi casi, distribuiti soprattutto nelle fasce sociali soggette a condizioni igieniche precarie e a maggiore esposizione all’agente patogeno: indigenti, detenuti, individui provenienti da paesi in cui la malattia è particolarmente diffusa, portatori di virus HIV (sieropositivi).

Preoccupa soprattutto l’incremento di forme di tubercolosi multiresistenti, cioè poco reattive all’azione dei farmaci. Queste forme sono denominate Mdr-Tb (Multi-drug resistant tubercolosis) e Xdr-Tb (Extensively drug-resistant tubercolosis) e si sono diffuse per effetto di terapie inadeguate o applicate erroneamente dal paziente, che di fatto determinano la sopravvivenza di bacilli nell’organismo del malato e la selezione di ceppi resistenti.

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