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Struttura articolo
Introduzione; Cenni storici; Accertamento dell’infezione da bacillo di Koch; Tubercolosi polmonare; Tubercolosi ossea; Tubercolosi cutanea
Una particolare strategia terapeutica è la cosiddetta DOTS (Directly Observed Treatment Short-course), fondata sul controllo microscopico dei campioni di espettorato per l’accertamento diagnostico dei casi altamente contagiosi, e su una terapia di sei-otto mesi a base di potenti farmaci anti-TBC. Il paziente è costantemente monitorato nei primi due mesi (Directly Observed Therapy), per assicurarsi che l’assunzione avvenga secondo il protocollo il quale, a sua volta, è differente nei casi nuovi o nei pazienti già precedentemente sottoposti ad altre terapie. Purtroppo, la possibilità di controllare un paziente per un tempo prolungato e di rifornirlo costantemente dei farmaci necessari è assai limitata nei paesi in cui vi siano guerre o condizioni di estrema povertà; inoltre, per il trattamento dei malati Mdr-TB sono necessari farmaci “di seconda linea” (quali cicloserina, cipreomicina, ofloxacina e protionamide), che richiedono un ciclo di trattamento di 21 mesi e sono molto costosi.
L’infezione del bacillo di Koch può localizzarsi a livello delle ossa lunghe o di articolazioni come le ginocchia, i polsi, le caviglie. In tal caso si parla di tubercolosi ossea, forma che colpisce prevalentemente i bambini e i giovani, e che si forma a causa del diffondersi con la circolazione sanguigna o linfatica di piccoli focolai tubercolotici polmonari.
I primi sintomi sono costituiti da dolori localizzati alle ossa colpite e tendenza all’affaticamento; man mano che l’infezione progredisce, il tessuto osseo gradualmente viene corroso e distrutto, e si formano ascessi con pus e versamenti di liquido sieroso a livello delle membrane sinoviali delle articolazioni. I danni ossei possono spontaneamente risolversi prosciugandosi e cicatrizzandosi, ma la compromissione della cartilagine fa sì che, con l’avanzare della malattia, l’articolazione si blocchi; può formarsi anche un tessuto fibroso che rende più difficile il recupero dell’articolazione stessa.
Un tempestivo trattamento della tubercolosi ossea con antibiotici permette una completa guarigione, con il totale riassorbimento degli ascessi e il mantenimento della funzionalità delle articolazioni eventualmente coinvolte. In casi gravi, in cui l’estensione dell’infezione è notevole, si può ricorrere anche a uno o più interventi chirurgici, con i quali si asporta il tessuto osseo degenerato.
La tubercolosi cutanea oggi non è più una forma di frequente insorgenza. Colpisce soprattutto il viso (lupus tubercolare) o il dorso delle mani (tubercolosi verrucosa).
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