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Psicologia

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3

Aree di ricerca fondamentali

La psicologia moderna viene usualmente distinta in aree che ricoprono ampi settori delle scienze biologiche e delle scienze sociali.

3.1

Psicologia fisiologica

Lo studio delle basi fisiologiche sottostanti alle funzioni psicologiche è noto come psicologia fisiologica e ha per oggetto i due più importanti sistemi di comunicazione del corpo: il sistema nervoso e il sistema circolatorio.

Il sistema nervoso è composto dal sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e dalla rete di cellule nervose che da esso si dirama e che costituisce il sistema nervoso periferico; quest’ultimo comunica con ghiandole e muscoli e include i recettori sensoriali della vista, dell’udito, dell’olfatto, del gusto, del tatto, del dolore e degli stimoli corporei. Nel sangue, che giunge a tutti i distretti corporei grazie al sistema circolatorio, sono invece disciolti gli ormoni, prodotti dalle ghiandole endocrine, che influiscono sui processi biochimici dei vari organi.

I sistemi di comunicazione del corpo rivestono un’importanza cruciale nel comportamento umano. Una parte del sistema nervoso periferico, il sistema somatico, trasmette sensazioni al sistema nervoso centrale e invia i comandi del sistema centrale ai muscoli responsabili del movimento. Il sistema autonomo, invece, è costituito dal sistema simpatico, che attiva l’organismo aumentando il battito cardiaco, dilatando le pupille e rilasciando adrenalina nel sangue, e dal sistema parasimpatico, che rilassa il corpo invertendo i processi indotti dal simpatico.

L’apparato circolatorio è generalmente più lento del sistema nervoso. Gli ormoni secreti dalle ghiandole del sistema endocrino inducono cambiamenti strutturali e comportamentali: gli ormoni sessuali, ad esempio, sono responsabili durante l’adolescenza sia dei mutamenti della crescita e dello sviluppo corporei, sia dei cambiamenti nel comportamento, come l’emergere dell’attività sessuale. Altri ormoni possono avere effetti più diretti e a breve termine: ad esempio l’adrenalina, secreta generalmente in una situazione di pericolo, prepara il corpo a una risposta rapida di “attacco o fuga”.

3.2

Condizionamento e apprendimento

Una delle aree di studio psicologico più importanti riguarda il modo in cui gli organismi cambiano in seguito all’esperienza, cioè le loro modalità di apprendimento. Molte di queste ricerche sono state effettuate su animali (topi, piccioni e cani). Due sono i più importanti tipi di apprendimento individuati: il condizionamento classico e il condizionamento strumentale.

Il condizionamento classico è noto anche come “condizionamento pavloviano”, in onore del suo scopritore, il fisiologo russo Ivan Pavlov. Questi mostrò che se alcuni eventi casuali, come il suono di un campanello, precedono regolarmente un evento biologicamente importante per un animale, come la comparsa di cibo, il campanello diventa un segnale del cibo, per cui l’animale inizia a salivare e si appresta a mangiare ogni volta che il campanello suona. Il comportamento dell’animale diventa così una “risposta condizionata” al suono del campanello.

In termini pavloviani, l’associazione di uno stimolo condizionato (campanello) con uno stimolo incondizionato (cibo) genera l’apprendimento. Inoltre, alcuni aspetti della risposta incondizionata (salivazione) possono essere provocati solo dallo stimolo condizionato. L’apprendimento dipende anche dal numero e dalla frequenza di associazione degli stimoli (campanello e cibo). Se, tuttavia, al suono del campanello non viene più associato il cibo, l’animale smette di rispondere a esso. In questo caso si parla di “estinzione” della risposta.

Nel condizionamento strumentale (o operante) l’enfasi è posta su ciò che l’animale fa e sulle conseguenze della sua azione. In generale, se alcuni atti sono seguiti da un rinforzo positivo (ricompensa), vengono ripetuti quando l’animale si trova di nuovo nella stessa situazione: ad esempio, se un animale affamato viene ricompensato con del cibo per essere uscito da un labirinto semplice, quando verrà rimesso nel labirinto proverà a cercare di nuovo l’uscita. Se cessa la ricompensa, si verificano altri comportamenti.

Questi paradigmi di ricerca si riferiscono agli aspetti elementari dell’apprendimento. Nel condizionamento classico l’enfasi è posta sull’accoppiamento dello stimolo condizionato con quello incondizionato; nel condizionamento strumentale si studia, invece, l’associazione tra risposta e rinforzo. Il primo si occupa quindi degli eventi associati all’esperienza di apprendimento, il secondo delle conseguenze delle azioni. La maggioranza delle situazioni d’apprendimento prevede la presenza di entrambe le forme di condizionamento.

3.3

Studi cognitivi

Gli studi sull’apprendimento umano sono naturalmente più complessi rispetto agli studi sugli animali e non possono essere semplicemente spiegati facendo ricorso al condizionamento classico o a quello strumentale. L’apprendimento e la memoria dell’uomo sono stati studiati tramite materiale verbale (liste di parole, storie ecc.) o in compiti relativi a specifiche capacità motorie (scrivere a macchina, suonare uno strumento musicale ecc.). Queste indagini hanno messo in evidenza l’accelerazione negativa della curva di apprendimento (cioè la presenza di ampi progressi iniziali seguiti da un apprendimento via via più lento) e la corrispondente accelerazione negativa della curva dell’oblio (gran parte del materiale appreso viene dimenticato in fretta, il resto invece più lentamente).

Negli ultimi decenni la ricerca psicologica ha rivolto sempre maggior attenzione al ruolo dei processi di pensiero nell’apprendimento umano, liberandosi dagli aspetti più restrittivi degli studi comportamentali. Questo filone di ricerca è giunto a sottolineare il ruolo dell’attenzione, della memoria, della percezione, del riconoscimento e del linguaggio (psicolinguistica) nell’apprendimento. I processi mentali più evoluti, come quelli coinvolti nella formazione dei concetti e nella risoluzione di problemi (in inglese problem solving), si sono rivelati particolarmente complessi. Il metodo d’indagine più frequentemente utilizzato consiste nella cosiddetta “elaborazione delle informazioni” (in inglese information processing). Tale approccio studia il modo in cui le informazioni vengono codificate, trasformate, classificate, recuperate e trasmesse dall’individuo; in questo senso, si ritiene che l’uomo possegga le stesse caratteristiche funzionali di un computer. Sebbene l’elaborazione delle informazioni abbia permesso di costruire modelli di problem solving successivamente confermati, ha anche mostrato il limite di applicabilità dei modelli generali del pensiero umano.

3.4

Test e strumenti di misurazione

In molti settori della psicologia si usano test e strumenti di misurazione, di cui il più noto è il test d’intelligenza. A partire dall’inizio del Novecento gli psicologi hanno cominciato a misurare l’intelligenza o, più correttamente, l’abilità dell’individuo a risolvere i test d’intelligenza, per calcolare il quoziente d’intelligenza. Tali test si sono dimostrati efficaci per valutare le capacità degli studenti, per assegnare i soggetti a corsi di formazione e per predire il successo in differenti discipline. Più in generale, i test psicologici sono impiegati per misurare aspetti, interessi e attitudini individuali.

Un problema chiave nella costruzione dei test è la ricerca di un criterio di riferimento (standard) con cui confrontare i risultati ottenuti. Per i test d’intelligenza, ad esempio, si ricorre al criterio del successo scolastico, anche se le scale di misurazione dell’intelligenza sono state frequentemente accusate di pregiudizi culturali, poiché il risultato del test può essere spiegato tanto dall’influenza dell’ambiente quanto dalle capacità di apprendimento del soggetto. Una difficoltà specifica dei test di personalità è invece il disaccordo tra gli psicologi sulla teoria di riferimento.

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