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Risultati di Windows Live® Search Dottrina Monroe Principi di politica estera americana enunciati dal presidente James Monroe in un discorso tenuto al Congresso degli Stati Uniti il 2 dicembre 1823, originati dalla presenza delle potenze europee nell'emisfero occidentale. Le due tesi fondamentali della dottrina miravano a negare alle potenze del Vecchio Mondo il diritto di procedere oltre nella colonizzazione delle Americhe o di interferire negli affari interni delle nuove repubbliche latinoamericane, sorte in seguito all'emancipazione delle ex colonie spagnole (vedi Guerre di indipendenza latinoamericane), specificando nel contempo il disinteresse americano ad avere parte nelle vicende europee. Implicitamente si riservava ai soli Stati Uniti il diritto di popolare i territori nordamericani ancora inesplorati. La dottrina Monroe iniziò ad avere applicazione pratica a partire dalla metà dell'Ottocento: fu invocata dal presidente James Polk nel 1845 per contrastare le mire britanniche su California e Oregon e l'opposizione di Parigi e Londra all'annessione del Texas; in seguito per avocare ai soli Stati Uniti il controllo di qualsiasi canale di collegamento tra l'Atlantico e il Pacifico (principio accolto dal trattato Hay-Pauncefote del 1901). Sempre appellandosi alla dottrina Monroe, nel 1895 il presidente Grover Cleveland obbligò la Gran Bretagna a risolvere con un arbitrato la disputa sul confine tra Venezuela e Guyana Britannica. Nel 1904 il presidente Theodore Roosevelt affermò il diritto di intervento degli Stati Uniti per mantenere la stabilità nell'area latinoamericana: 'corollario' che avrebbe condizionato la politica centroamericana dei presidenti William Taft e Woodrow Wilson e di tutte le successive amministrazioni. Nel corso degli anni Trenta l'interventismo statunitense lasciò strada a una politica di collaborazione con le repubbliche sudamericane, che si rafforzò ulteriormente durante la seconda guerra mondiale, portando alla stipulazione del trattato di Rio nel 1947 e alla creazione dell'Organizzazione degli stati americani nel 1948. Il ritorno ad atti unilaterali da parte degli USA, sulla spinta del timore di infiltrazioni comuniste in America latina, si ebbe in Guatemala (1954), a Cuba (1961), nella Repubblica Dominicana (1965), in Cile (1973), oltre che nel Salvador e in Nicaragua durante gli anni Ottanta.
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