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Mandel’štam, Osip Emil’evič

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Mandel’štam, Osip Emil’evič (Varsavia 1891 – Vladivostok? 1938), poeta sovietico; insieme con Anna Achmatova fu uno dei principali esponenti del movimento dell’acmeismo che, in contrasto con il simbolismo, propugnava la precisione, la tangibilità, la concretezza e la concisione del verso.

Sebbene si fosse opposto alla Rivoluzione bolscevica, Mandel’štam rimase in Unione Sovietica e continuò a scrivere, ma le sue opere ebbero scarsa diffusione negli anni del regime stalinista. Tra le raccolte poetiche di Mandel’štam, che, con un linguaggio musicale e terso, di classica sobrietà, esprimono una concezione fatalistica dell’esistenza, si ricordano Pietra (1913) e Tristia (1922). Fu anche traduttore e autore di racconti e saggi, tra i quali eccelle per acutezza critica il Discorso su Dante, dedicato all’Alighieri.

Arrestato nel 1934 per un componimento epico che criticava Stalin, Mandel’štam fu condannato all’esilio dapprima a Čerdyn’ e poi a Voronež. Nel 1937 fece ritorno a Mosca, ma un anno dopo fu nuovamente arrestato e deportato in un gulag a Vladivostok: di lui non si ebbero più notizie.

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