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Introduzione; Data e luogo di composizione; Contenuto; Struttura letteraria; Conclusione del Vangelo
Vangelo secondo Marco Secondo libro del Nuovo Testamento. La più antica citazione che identifica Marco quale autore evangelico proviene dall’opera dello storico della Chiesa del III secolo Eusebio di Cesarea, che riporta l’opinione di uno scrittore precedente di nome Papia (II secolo); questi, a sua volta, cita una dichiarazione concernente il Vangelo di Marco che risale a un personaggio ancora più antico, detto il “presbitero”: “E il presbitero soleva dire: ‘Marco, interprete di Pietro, trascriveva accuratamente, ma non in ordine, ciò che ricordava di quanto detto e fatto dal Signore’”. Pare certo che, secondo Papia, questo Marco fosse Giovanni Marco, cugino di Barnaba, citato negli Atti degli Apostoli (Atti 15:37-39) come compagno di Paolo e in alcune lettere dello stesso san Paolo (Colossesi 4:10; 2 Timoteo 4:11; Filemone 24) e in 1 Pietro 5:13. La critica non ha potuto dimostrare né smentire questa opinione. I primi cristiani tendevano a collegare la composizione dei Vangeli con uno dei dodici apostoli. Se la tradizione attribuiva il testo a un uomo chiamato Marco, il presbitero di Papia faceva di tutto per identificarlo con Giovanni Marco e per collegarlo all’apostolo Pietro. Molti studiosi, quindi, credono che il Vangelo sia stato scritto da un ignoto autore cristiano, il quale fuse numerose tradizioni orali, costruendo un testo compatto e avvincente.
Nel capitolo 13 Marco si riferisce alla distruzione di Gerusalemme come a un avvenimento imminente o da poco accaduto. Pur non sapendo se il Vangelo risalga a poco prima o poco dopo il 70 d.C., è quasi certo che non si discosti molto da quella data. Una tradizione che risale al teologo greco del II secolo Clemente Alessandrino indica Roma come luogo di composizione, fondandosi sull’ipotesi che l’autore avesse trascritto eventi riferiti da Pietro e soprattutto sulla considerazione dei numerosi latinismi e dei passi nei quali si dà spiegazione di tipiche parole e usanze ebraiche sconosciute ai pagani.
Il Vangelo, che non riporta alcun racconto dell’infanzia, presenta subito un Gesù adulto, collocato nel contesto del movimento penitenziale di Giovanni Battista. Da quest’ultimo infatti egli si recherà per ricevere il battesimo. La narrazione, inizialmente ambientata in Giudea, descrive l’attività di Giovanni Battista, il battesimo di Gesù e la tentazione di Satana nel deserto. La scena si sposta poi (1:14) in Galilea e in varie zone del Nord, specie nelle vicinanze del lago di Galilea, dove Gesù parla del Regno di Dio e guarisce i malati. Trasferitosi verso sud (10:1), in Giudea, fino al termine la narrazione si svolge intorno a Gerusalemme e in città; qui Gesù viene arrestato, crocifisso e sepolto. Quando le donne si recano alla tomba per comporre il corpo, la trovano vuota; un angelo ordina loro di riferirlo ai discepoli, ma esse tacciono perché sono spaventate.
È ragionevole supporre che fosse diffusa nella Chiesa delle origini una tradizione orale che forniva una descrizione sommaria della passione di Gesù, presentata come una serie di episodi avvenuti in Giudea, nella fattispecie a Gerusalemme. La Chiesa custodiva inoltre alcune raccolte di insegnamenti di Gesù (le parabole in Marco 4) e i racconti dei miracoli avvenuti in località della Galilea (in Marco 4, 5, 6). L’esito letterario più felice di Marco consiste nell’aver riunito molti di questi detti e racconti “galilei” in un’ampia introduzione alla tradizione della passione di Gesù a Gerusalemme. La narrazione, inoltre, possiede uno straordinario impatto drammatico; essa esordisce con la descrizione del conflitto di Gesù con la forza cosmica del male, Satana, e con l’ombra profetica che l’arresto di Giovanni Battista getta sull’inizio della predicazione di Gesù. La tensione cresce (2:6-7; 3:2, 6, 22) e sfocia nella violenta irruzione di Gesù nel tempio (11:18) e nella sua eccezionale aggressività verbale nei confronti delle autorità ebraiche (12:1-12, 38-40), per culminare drammaticamente nelle scene dell’arresto, del processo e della crocifissione. Ne risulta un dramma apocalittico che presenta la vicenda di Gesù come una lotta tra il Regno di Dio e quello di Satana. La lotta ha inizio quando Gesù, come figlio di Dio, invade il territorio di Satana per liberare gli esseri umani dal suo dominio (3:27) e il suo esito finale è deciso dalla resurrezione di Gesù, dopo la quale la sua vera identità, dapprima tenuta segreta (1:34, 44; 3:12; 5:43; 7:36; 8:26, 30; 9:9), può essere rivelata (9:9).
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