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Tannino Nome di alcuni composti organici vegetali, amorfi e cristallini, di colore marrone o nerastro e di formula bruta C14H14O11. Si trovano in numerose specie arboree, ma soprattutto nelle galle di quercia e nella corteccia del sommaco; vengono principalmente utilizzati per la concia delle pelli e, in medicina, per le loro proprietà antisettiche e astringenti.
La composizione dei tannini è variabile. Alcuni, chiamati tannini condensati, sono fenoli con una struttura moderatamente complessa; altri sono esteri di glucosio o di altri zuccheri combinati con uno o più acidi triidrossibenzoici. Con l'esposizione alla luce, il colore dei tannini diventa più intenso. Sono composti solubili in acqua, propanone (acetone) e alcol, mentre sono insolubili in benzene, etere e cloroformio. Alla temperatura di 210 °C si decompongono formando acido pirogallico e anidride carbonica. L'estrazione del tannino si effettua di solito mediante infusione in acqua o in acqua e alcol, i quali, evaporando a bassa temperatura, lo lasciano depositare sul fondo.
La proprietà chimica più comunemente sfruttata dei tannini è la capacità di indurre la coagulazione dell'albumina, della gelatina e di molti altri composti. La loro capacità di trasformare le proteine in sostanze insolubili, resistenti alla putrefazione, invece, li rende utili per la concia delle pelli. I sali ferrici reagiscono con i tannini, producendo sostanze blu-nerastre, utili nella preparazione di inchiostri. Inoltre, i tannini sono utilizzati come mordenti per tingere tessuti, per patinare la carta, per apprettare la seta e come coagulanti per la gomma. Le proprietà di precipitazione sono utilizzate per accelerare la chiarificazione del vino e della birra.
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