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Insetti

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Com’è fatto un insetto?Com’è fatto un insetto?
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Introduzione

Insetti Classe del phylum degli artropodi, tra le più ampie del regno animale: ne sono state descritte oltre 800.000 specie e gli entomologi ritengono che ne esistano almeno altrettante, tuttora sconosciute.

I più antichi insetti fossili conosciuti sono stati trovati in rocce del Devoniano e rappresentano forme senza ali (definite “àptere” o “àttere”) vissute più di 400 milioni di anni fa. Gli insetti sono distribuiti in tutto il mondo, dalle regioni polari ai tropici, e popolano ambienti disparati, terrestri e acquatici. Le loro dimensioni corporee variano molto; alcuni piccoli insetti parassiti, da adulti, raggiungono una lunghezza massima inferiore a 0,25 mm, mentre si sa che almeno una specie fossile, imparentata con le odierne libellule, aveva un’apertura alare maggiore di 60 cm. Fra le varietà oggi viventi, quelle di maggiori dimensioni sono rappresentate da alcuni insetti stecco lunghi circa 30 cm e da certe falene con apertura alare pure di 30 cm.

Costituita da un vastissimo numero di specie altamente differenziate, la classe degli insetti rappresenta il gruppo di invertebrati che ha raggiunto il maggiore successo evolutivo. Insetti come gli apoidei, le formiche e le termiti presentano strutture sociali elaborate, all’interno delle quali gli individui svolgono attività specifiche, legate ad esempio all’alimentazione, alla difesa e alla riproduzione della colonia. Gli insetti presentano cicli vitali estremamente vari, comprendenti anche diversi stadi larvali. Alcune cicale impiegano dai 13 ai 17 anni per maturare, mentre la comune mosca domestica può raggiungere la maturità in circa dieci giorni e certe vespe parassite diventano adulte in sette.

Molte specie dipendono da una singola varietà di pianta, della quale sfruttano di solito parti specifiche (le foglie, il fusto, le radici o i fiori). La relazione fra insetto e pianta è spesso necessaria anche per la crescita e la riproduzione di quest’ultima, come accade, ad esempio, nel caso delle piante che dipendono dagli insetti per l’impollinazione. Numerose specie di insetti non si nutrono di piante viventi, ma di tessuti morti. Alcune di queste specie vivono su materiali vegetali in decomposizione; altre sugli escrementi o le carcasse degli animali. L’attività di questi insetti saprofiti accelera il processo di decomposizione di tutti i tipi di materia organica.

Molti sono gli insetti parassiti. Esistono perfino insetti parassiti di altri insetti parassiti, un fenomeno noto come iperparassitismo. Alcune specie, sebbene non parassite in senso stretto, vivono alle spese di altri insetti con i quali sono intimamente associate; un esempio di questa forma di relazione è quello delle falene Galleria mellonella e Achroia grisella, che vivono negli alveari delle api nutrendosi del favo di cera che esse producono. A volte la relazione fra due specie è simbiotica: ci sono, ad esempio, colonie di formiche che forniscono il cibo a certi coleotteri che vivono insieme a esse, ricevendo in cambio, come nutrimento, i fluidi prodotti da questi animali.

2

Caratteristiche fisiche

Sebbene l’anatomia degli insetti vari notevolmente da specie a specie, si possono individuare alcune caratteristiche comuni all’intera classe. Come tutti gli artropodi, gli insetti possiedono uno scheletro esterno (esoscheletro), impregnato di pigmenti e proteine polimerizzate. Queste ultime, prima fra tutte la chitina, conferiscono elasticità e impermeabilità alla struttura. A livello delle articolazioni l’esoscheletro non è sclerotizzato e rimane, pertanto, flessibile. In tutti gli insetti maturi il corpo è costituito da tre parti, o tagmi: capo, torace e addome (nelle larve il torace e l’addome non sono sempre ben differenziati). Ciascuna di queste parti è composta da un ben definito numero di segmenti.

2.1

Capo

I sei segmenti del capo sono fusi al punto da non essere quasi più riconoscibili; sul primo di essi si trovano due antenne articolate, con funzioni sensoriali, olfattive o tattili. L’apparato boccale è una delle strutture anatomiche più differenziate negli insetti: a seconda della fonte alimentare a cui questi attingono, presenta forme diverse, adatte vuoi a pungere, vuoi a succhiare, vuoi a masticare o a mordere; è costituito da numerosi pezzi, tra cui un paio di mandibole (grosse appendici che si chiudono orizzontalmente e sono usate per afferrare e lacerare il cibo) e un paio di mascelle (appendici più leggere). Sul capo sono posizionati gli occhi, che possono essere semplici o composti (vedi oltre).

2.2

Torace

Il torace è costituito da tre segmenti (in senso antero-posteriore: protorace, mesotorace e metatorace), ciascuno dei quali reca un paio di zampe. Queste, di forma variabile, sono tutte costituite da cinque parti articolate (coxa, trocantere, femore, tibia, tarso) e terminano generalmente con un paio di unghie. Numerosi sono gli insetti dotati di ali, solitamente presenti in numero di due paia; i ditteri ne possiedono un paio soltanto, perché il secondo si è trasformato in una coppia di strutture utilizzate come bilancieri nel volo. Nei coleotteri, invece, il primo paio di ali si è trasformato in elitre – rigide, fortemente chitinizzate e non atte al volo – che hanno funzione protettiva delle due delicate ali membranose, quando queste sono a riposo.

Le ali sono inserite dorsalmente sui segmenti toracici del mesotorace e del metatorace; ciascuna di esse è formata da due membrane, superiore e inferiore, sostenute da una rete di tubi rigidi, chiamati nervature. La disposizione delle nervature alari, più numerose negli insetti primitivi, è caratteristica della specie e viene utilizzata dagli entomologi per la classificazione.

Molti ricercatori ritengono che l’organizzazione corporea caratterizzata da tre paia di zampe si sia affermata nelle diverse linee evolutive degli insetti a partire da un unico progenitore, probabilmente un crostaceo primitivo. Uno studio condotto dall’Università di Siena e pubblicato nel marzo del 2003 sembra però confutare questa teoria: le analisi del DNA mitocondriale di trenta specie di insetti hanno dimostrato che vi è una maggiore somiglianza genetica tra crostacei e alcuni insetti di quella che esiste tra questi insetti e i collemboli, considerati finora insetti primitivi e anch’essi esapodi. Dunque, i collemboli potrebbero non essere insetti ma un gruppo di artropodi a sé stante, e la struttura a sei zampe si sarebbe affermata in modo indipendente in questi e negli insetti. Altri entomologi ritengono comunque che occorrano verifiche genetiche più approfondite ed estese a un maggior numero di specie.

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