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Insetti

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Com’è fatto un insetto?Com’è fatto un insetto?
Struttura articolo
6.1

Organi di senso

Gli insetti sono dotati di due tipi di occhi: semplici e composti. Ognuno dei due occhi composti, solitamente situati davanti alle antenne, contiene da 6 a più di 28.000 strutture fotosensibili, chiamate ommatidi, ricoperte da una cornea composta da un ugual numero di faccette prismatiche esagonali. La disposizione degli ommatidi è tale da consentire solo alla luce parallela al loro asse di raggiungere le terminazioni nervose e contribuire alla costruzione dell’immagine ottica.

Molte specie sono anche dotate di occhi semplici o ocelli, solitamente situati fra quelli composti. Ogni ocello ha una lente semplice che copre una serie di elementi nervosi fotosensibili, tutti connessi ai gangli cerebrali mediante un unico nervo. Secondo l’opinione di molti entomologi, gli occhi composti sarebbero adatti a percepire oggetti in rapido movimento, mentre quelli semplici si presterebbero meglio a percepire oggetti vicini e fluttuazioni di intensità luminosa.

La struttura degli organi uditivi degli insetti varia ampiamente da specie a specie. In alcune cavallette, ad esempio, su ciascun lato del primo segmento addominale si trova una grande membrana uditiva, dietro la quale una cavità ripiena di liquido trasmette gli impulsi alle terminazioni nervose. Altri tipi di cavallette e i grilli hanno particolari organi uditivi situati sulle zampe.

Negli insetti, gli organi del tatto sono peli sensoriali ricchi di terminazioni nervose, situati sulle antenne e su diverse altre parti del corpo.

7

Riproduzione

Le diverse specie di insetti presentano modalità estremamente varie di riproduzione, vuoi sessuata, vuoi asessuata. La maggior parte di esse sono ovipare; tra le poche varietà vivipare vi sono alcune specie di ditteri e di afidi.

7.1

Riproduzione sessuata

Gli insetti presentano sessi separati e fecondazione interna. L’accoppiamento ha luogo mediante l’introduzione dell’organo copulatore del maschio nel corpo della femmina. In alcune specie, come nell’ape mellifera, il fuco (il maschio) muore subito dopo l’accoppiamento, mentre la femmina fertile (la regina) produce migliaia di uova fecondate nell’arco di diversi anni. In altre specie, come le efemeridi, dopo l’accoppiamento, sia il maschio che la femmina hanno vita molto breve. La femmina in genere deposita un gran numero di uova per mezzo di un organo specializzato, chiamato ovopositore, con modalità che variano da specie a specie. Molti insetti depongono le loro uova sulle piante di cui le larve possono nutrirsi, o all’interno dei tessuti delle piante, dando così luogo a caratteristici rigonfiamenti (galle) sulle foglie o sui fusti.

7.2

Riproduzione asessuata

Diverse specie di insetti si riproducono per partenogenesi, vale a dire si sviluppano da uova non fecondate. In alcuni casi questa forma di riproduzione avviene normalmente, mentre in altri ha luogo solo occasionalmente o a generazioni alterne. Nelle api sociali e in altri insetti affini, i maschi si sviluppano dalle uova non fecondate. In certe falene, che presentano sporadicamente riproduzione partenogenetica, dalle uova non fecondate possono svilupparsi individui di entrambi i sessi. Negli afidi, a diverse generazioni successive di femmine partenogenetiche fa seguito una generazione di maschi e femmine che si riproducono sessualmente.

Alcuni ditteri a volte si riproducono per pedogenesi (produzione di uova da parte di forme immature, larve o pupe). Le larve di alcuni moscerini producono diverse generazioni di femmine larvali, prima della comparsa di larve maschili e femminili destinate a svilupparsi in insetti adulti capaci di riprodursi sessualmente. Certi insetti presentano una modalità unica di sviluppo, nella quale da un singolo uovo si forma più di un embrione. Questo processo, noto come poliembrionia, permette in alcune specie di ottenere più di 100 larve da un singolo uovo.

8

Sviluppo

Lo sviluppo della maggior parte degli insetti passa attraverso una serie di trasformazioni (metamorfosi) da uno stadio immaturo all’altro, che termina con la definitiva trasformazione in imago o insetto adulto. Più rare sono le specie che non compiono metamorfosi (ametaboli); ne sono un esempio i tisanuri, che presentano insetti neonati essenzialmente simili agli adulti. Gli entomologi riconoscono due forme fondamentali di metamorfosi: quella completa (olometabolia) e quella incompleta (eterometabolia).

Nel caso di metamorfosi completa, l’uovo dell’insetto si schiude per produrre una larva attiva, quale è, ad esempio, il bruco dei lepidotteri. Questa si nutre accrescendo le proprie dimensioni e compiendo un numero di mute in genere compreso tra tre e nove. Alla fine del periodo larvale l’insetto fila un bozzolo intorno al proprio corpo, oppure, come nel caso della maggior parte degli agrotidi, si costruisce una cella sotterranea nella quale trascorre lo stadio pupale. In questa fase l’insetto è quiescente e non si nutre, mentre il suo corpo, attraverso un’intensissima attività metabolica, assume gradualmente la forma di imago: cominciano a svilupparsi le ali e le altre strutture tipiche dell’insetto maturo. Quando la pupa è completamente sviluppata, esce dal bozzolo o dalla cella sotterranea, si libera dell’esoscheletro pupale ed emerge sotto forma di insetto completo. Tra gli insetti che portano a termine l’intera metamorfosi si citano i ditteri, come la mosca e la zanzara.

Nel caso di metamorfosi incompleta, l’insetto nasce già in una forma, chiamata neanide, piuttosto simile all’imago, ma priva di ali. Da questa, attraverso una serie di mute, si sviluppa la ninfa, che ha ali e apparato riproduttivo solo parzialmente sviluppati. La ninfa si trasforma quindi in imago mediante un processo graduale, che non prevede lo stadio di pupa. I diversi stadi ninfali sono separati dalle mute, durante le quali l’animale si libera dell’esoscheletro inestensibile, diventando ogni volta sempre più simile all’adulto.

Nell’ambito della metamorfosi incompleta, si parla più specificatamente di emimetabolia per le specie con larva acquatica (è questo il caso delle libellule); si parla invece di paurometabolia se larve e insetti adulti vivono nello stesso ambiente (ed è il caso delle cavallette).

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