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Struttura articolo
Introduzione; Caratteristiche fisiche; Respirazione; Circolazione; Digestione ed escrezione; Sistema nervoso; Riproduzione; Sviluppo; Comunicazione; Insetti sociali; Classificazione scientifica
Diversi sono i mezzi di natura visiva, uditiva o chimica, utilizzati dagli insetti per comunicare con individui della propria specie (comunicazione intraspecifica). Nella maggior parte dei casi vengono impiegati da individui di sesso opposto, per favorire l’accoppiamento. Ad esempio, le farfalle attraggono i membri del sesso opposto servendosi di mezzi visivi; i grilli, le cavallette e gli insetti affini si servono di suoni. In molte specie di insetti le femmine liberano piccole quantità di potenti sostanze chimiche chiamate feromoni che attraggono i maschi. Le femmine delle falene appartenenti alle famiglie dei saturnidi e dei lasiocampidi sono in grado di attirare maschi distanti 4 km. Uno dei metodi sfruttati per controllare gli insetti nocivi è proprio quello di purificare il feromone o la sostanza attraente dalle femmine (oppure, se la sua struttura chimica è nota, di sintetizzarlo) e di usarlo poi per attirare migliaia di maschi di quella specie ed eliminarli con insetticidi.
Una delle forme più interessanti di comportamento è quello degli insetti sociali che, a differenza della maggioranza delle altre specie, vivono in gruppi organizzati. Sono insetti sociali le formiche, le termiti, circa 800 specie di vespe e 500 specie di api, tra cui l’ape mellifera. Solitamente una società di insetti è formata da uno o più genitori e dalla loro numerosa prole. I singoli membri della società sono suddivisi in gruppi, ciascuno con funzioni specializzate e spesso con strutture anatomiche notevolmente diverse. Per la discussione dell’organizzazione delle tipiche società di insetti, si vedano gli articoli relativi agli insetti menzionati in questo paragrafo.
Esistono diversi sistemi di classificazione degli insetti. Quello proposto prevede una prima suddivisione in due sottoclassi: apterigoti (insetti senza ali) e pterigoti (insetti con ali allo stadio adulto). Gli apterigoti comprendono quattro ordini: i proturi, un gruppo di minuscoli insetti ciechi; i tisanuri, di cui fa parte il pesciolino d’argento; i dipluri, un piccolo gruppo che comprende il più grosso apterigote, un insetto del genere Heterojapix, lungo circa 5 cm; e i collemboli. Gli pterigoti comprendono 27 ordini: gli efemerotteri (le efemeridi); i plecotteri; gli odonati (le libellule); i grilloblattoidei; gli ortotteri (grilli, cavallette e locuste); i fasmoidei (insetto stecco); i tisanotteri; i dermatteri; i mantoidei (la mantide religiosa); i blattoidei (scarafaggi o blatte); gli isotteri (le termiti); gli embiotteri (un piccolo gruppo di insetti subsociali che vivono nelle regioni tropicali e subtropicali); gli psocotteri; gli ftirapteri (i pidocchi delle penne e i veri pidocchi); gli zoratteri (dei quali è noto un solo genere comprendente circa 20 specie); i megalotteri; i rafidioidei; i neurotteri (formicaleoni e crisope); i mecotteri; i tricotteri; i lepidotteri (farfalle e falene); i ditteri (zanzare e mosche); i sifonatteri (le pulci); i coleotteri (cetonie, scarabei, curculionidi); gli strepsitteri (un gruppo di minuscoli insetti parassiti di altri insetti); gli imenotteri (formiche, api, vespe, calabroni); e gli emitteri (le cimici).
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