Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Scisma

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Scisma

Articolo
Multimedia
Concili ecumenici delle chiese cristianeConcili ecumenici delle chiese cristiane
Struttura articolo
1

Introduzione

Scisma Termine che designa qualsiasi separazione dei fedeli di una religione dall’unità della Chiesa. A differenza dell’eresia, lo scisma non indica necessariamente una divergenza dottrinale.

Con l’espressione “Grande Scisma” si intende la frattura avvenuta nel XIV secolo in seno alla Chiesa cattolica, in seguito alla quale il papato trasferì la propria sede da Roma ad Avignone (vedi Cattività avignonese) e diversi pontefici rivendicarono simultaneamente la legittimità.

La definizione di “Scisma greco” indica invece la separazione fra Chiese d’Oriente e Chiesa d’Occidente, risalente al 1054. L’appellativo di “greco” si riferisce al distacco della Chiesa d’Oriente (vedi Chiese ortodosse) dall’autorità di Roma.

2

Il Grande Scisma e i papi rivali

Il Grande Scisma della Chiesa d’Occidente cominciò con la contestata elezione di papa Urbano VI, avvenuta nel 1378. I cardinali che lo avevano eletto, sconcertati dal suo comportamento incoerente, ritirarono la loro obbedienza, invalidando l’elezione poiché essa era avvenuta sotto la pressione dei disordini di Roma; fu designato quindi un nuovo papa, Clemente VII. Urbano si vendicò scomunicando Clemente e i suoi seguaci e creando autonomamente un collegio cardinalizio.

Clemente si stabilì allora ad Avignone e ottenne l’appoggio del re di Francia, Carlo V; a questo punto lo scisma poté ritenersi compiuto e da quel momento la solidarietà verso l’uno o l’altro dei due pontefici fu determinata dagli interessi politici dei singoli sovrani.

Nel corso dei 39 anni di durata dello scisma furono proposte diverse soluzioni – persino le dimissioni del papa – ma solo la convocazione di un Concilio offrì speranze concrete. Cardinali e vescovi appartenenti a entrambi gli schieramenti si incontrarono a Pisa nel 1409, ma i loro tentativi sortirono come unico risultato la creazione di un terzo papa oltre ai due già in lotta.

Il Concilio di Costanza (1414-1418) portò alla deposizione dei papi in conflitto e l’elezione di Martino V (1417-1431) fu universalmente riconosciuta. Nel frattempo lo scandalo dello scisma conferì vigore alle tesi del conciliarismo e acuì quell’esigenza di rinnovamento e di rigenerazione delle strutture ecclesiali che avrebbe condotto, nel giro di un secolo, alla Riforma protestante.

3

Lo scisma greco

La separazione tra la Chiesa orientale e quella occidentale, avvenuta intorno alla metà dell’XI secolo, fu un processo radicato nella situazione politico-culturale dell’epoca e sviluppatosi nel corso di alcuni secoli. Mentre la cultura occidentale si trasformava progressivamente, anche a causa del contatto con le popolazioni germaniche, in Oriente rimase solida la tradizione del cristianesimo ellenistico.

Benché rispettosa delle prerogative di Roma nella sua qualità di capitale dell’impero, la Chiesa di Costantinopoli, caratterizzata da una concezione collegiale dell’episcopato, cercava di opporsi ad alcune pretese giurisdizionali avanzate dai papi e vigorosamente rinnovate durante il pontificato di Leone IX e dei suoi successori. A sua volta, l’Occidente si opponeva al cesaropapismo caratteristico della Chiesa di Costantinopoli.

Quando Michele Cerulario divenne patriarca di Costantinopoli (1043), intraprese un’aspra campagna contro la Chiesa d’Occidente; sferrando inizialmente attacchi rivolti ad aspetti marginali del culto, giunse a mettere in luce alcune discrepanze dottrinali tra le due Chiese. Il patriarca accusava ad esempio i latini di aver mutato la concezione della Trinità, sostenendo che lo Spirito Santo procedesse non soltanto dal Padre ma anche dal Figlio (la controversia del Filioque).

Il cardinale Umberto di Silva Candida, inviato da Roma a Costantinopoli nel 1054, invece di mettere pace tra le fazioni scomunicò Michele Cerulario e i suoi seguaci, atto che fu interpretato in seguito come scomunica dell’intera Chiesa greca. Da parte loro, il patriarca e il suo sinodo scomunicarono la Chiesa di Roma. Eventi successivi, come il tragico saccheggio di Costantinopoli durante la quarta crociata (1204) confermarono la frattura tra le Chiese e l’impossibilità di risolverla. Solo in tempi recenti, il 7 dicembre 1965, le scomuniche reciproche vennero annullate da papa Paolo VI e dal patriarca di Costantinopoli Atenagora I, nell’ambito di uno sforzo più ampio, volto a riunire le Chiese. Vedi Chiese ortodosse.

Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft