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Farmaco

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Principali gruppi di farmaciPrincipali gruppi di farmaci
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Modalità di somministrazione

I farmaci possono essere somministrati per via orale (per bocca), endovenosa (iniettati in una vena), intramuscolare (iniettati in un muscolo), sottocutanea (iniettati sotto la pelle), rettale (come clismi o supposte), o per somministrazione topica (applicati sulla pelle).

Per la somministrazione endovenosa si può eseguire un’iniezione con una siringa o un’infusione continua tramite un ago che resta nella vena (fleboclisi). Per via intramuscolare è possibile iniettare le cosiddette preparazioni “ritardo”, in cui il farmaco è combinato ad altre sostanze che ne permettono un lento rilascio nel sangue. In questo modo vengono, ad esempio, somministrati l’insulina e gli steroidi. Anche i farmaci per via orale possono essere preparati in modo da sciogliersi lentamente nello stomaco (compresse o capsule a rilascio controllato).

La somministrazione per aerosol si utilizza soprattutto per farmaci che intervengono sulle patologie dell’apparato respiratorio, come l’asma. Uno degli sviluppi più recenti è la pompa di insulina, un piccolo strumento a pila in grado di iniettare in modo continuo una certa quantità di insulina nel sangue dei diabetici, simulando il rilascio naturale di questa sostanza dal pancreas dei soggetti non diabetici. Tramite cerotti applicati sulla cute, che rilasciano il farmaco a velocità controllata (somministrazione transcutanea), vengono oggi somministrati alcuni ormoni e la nitroglicerina ai cardiopatici.

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Valutazione della tossicità

Prima della messa in commercio di qualunque farmaco, le sostanze che devono essere impiegate come principi attivi devono essere sottoposte a test di tossicità, con i quali si valutano i possibili danni che le molecole potrebbero causare all’organismo e si stabilisce la dose d’impiego. Viene inoltre effettuata una fase clinica di sperimentazione, durante la quale il farmaco è sperimentato su un gruppo di pazienti per evidenziare se vi sia uniformità di risultati rispetto ai dati ottenuti con i test preliminari.

La quantità di farmaco che resta nel sangue può essere studiata con prelievi di siero dal sangue; si può valutare quanto tempo il farmaco permane nell’organismo e la sua emivita, ossia il tempo in cui viene escreta dal corpo la metà della sua dose. Nel caso di alcuni farmaci, ad esempio quelli usati contro l’epilessia, la differenza fra la concentrazione terapeutica e quella tossica è minima; è pertanto molto importante conoscerne con precisione la concentrazione ematica.

Un’altra considerazione importante nella terapia farmacologica è il rapporto rischio-beneficio. Ad esempio, l’antibiotico gentamicina, accanto ai suoi benefici effetti antibatterici, può anche provocare danni ai reni e va pertanto usato con cautela quando le dosi necessarie sono elevate.

Quando il medico prescrive un farmaco, è importante che sia a conoscenza degli eventuali altri farmaci che il paziente sta assumendo, compresi quelli da banco, poiché le interazioni tra sostanze diverse possono provocare effetti collaterali o togliere efficacia al composto prescritto.

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