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Ejzenštejn, Sergej Michailovič

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Sergej EjzenštejnSergej Ejzenštejn
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Introduzione

Ejzenštejn, Sergej Michailovič (Riga, Lettonia 1898 - Mosca 1948), regista cinematografico e teorico del cinema sovietico. Studente a San Pietroburgo, allo scoppio della rivoluzione del 1917 si arruolò volontario nell'Armata Rossa. Negli anni Venti studiò drammaturgia con Mejerchol'd e cinematografia con Kulešov; scrisse inoltre importanti testi teorici sul montaggio nel teatro e lavorò con il Teatro Proletkult di Mosca.

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I capolavori del maestro russo

Fin dal suo primo film, Sciopero (1925), Ejzenštejn utilizzò un innovativo metodo di montaggio che consisteva nell'assemblare rapide sequenze in contrasto. Si servì della medesima tecnica, arricchita e affinata, nei tre film successivi, La corazzata Potëmkin (1925), Ottobre - I dieci giorni che sconvolsero il mondo (1928) e Il vecchio e il nuovo (1926-1929). Nel periodo compreso tra il 1929 e il 1930, viaggiò a lungo tra Europa e Stati Uniti; a un disastroso ingaggio hollywoodiano seguì un anno di riprese in Messico nel 1932, dove il regista girò ¡Que Viva Mexico!: il film, del quale Ejzenštejn non completò mai il montaggio, fu distribuito in Italia nella prima versione (Lampi sul Messico, 1933).

Il suo primo film sonoro prodotto in Unione Sovietica, Bezhhin Lug (Il prato di Bezin, 1936-37), fu censurato per 'eccessivo formalismo' e, in seguito, venne accidentalmente distrutto. Nel 1938 realizzò Aleksandr Nevskij: l'affascinante racconto del principe medievale che alla testa delle truppe russe riuscì a respingere i cavalieri teutonici era un chiaro riferimento a Stalin e al suo ruolo guida contro l'invasione tedesca.

Il progetto del suo ultimo dramma storico, Ivan il Terribile (con musiche composte da Prokof'ev), prevedeva che il film fosse realizzato in tre parti; la prima fu completata nel 1944 e ricevette il premio Stalin nel 1945; la seconda venne proibita e fu distribuita nelle sale solo nel 1958; la terza non fu mai girata.

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