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Bosch, Hieronymus

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H. Bosch: La morte dell’avaroH. Bosch: La morte dell’avaro
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1

Introduzione

Bosch, Hieronymus Pseudonimo di Hieronymus (o Jheronimus) van Aeken ('s-Hertogenbosch 1450 ca. - 1516), pittore fiammingo, celebre per le sue opere enigmatiche e inquietanti, che rappresentano soggetti di ispirazione religiosa attraverso una ricchissima trasfigurazione fantastica. I documenti e le scarse notizie pervenutici sulla sua vita indicano che Bosch, figlio e nipote di pittori, svolse la sua attività artistica a 's-Hertogenbosch, prosperosa città del Brabante nella quale trascorse probabilmente tutta la sua esistenza, e che, sposatosi nel 1481 con una donna del luogo, dal 1486 fu membro della Confraternita della Vergine, che si occupava di rappresentazioni teatrali e processioni. La sua consacrazione come artista giunse con la realizzazione delle vetrate per la chiesa della città, che gli procurarono notorietà in tutta Europa.

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Ricchezza figurativa e simbolismo

L'opera di Bosch, che intreccia motivi astrologici, alchemici e folcloristici al tema dell'Anticristo e alla raffigurazione di episodi delle vite dei santi, testimonia di una costante tensione religiosa e morale, accompagnata dalla convinzione della follia umana. Nucleo generatore delle costruzioni immaginifiche dell’artista fiammingo è l’immagine della dannazione eterna, resa attraverso elementi dell'iconografia tradizionale (il fuoco, le pene corporali cui sono soggetti i dannati) e una straordinaria proliferazione di figure simboliche, incarnazione degli incubi più spaventosi. Un chiaro intento satirico detta molte delle sue elaborate composizioni, in cui personaggi ibridi umano-animaleschi compaiono in posizioni grottesche o oscene, come pure nelle scene di gruppo, che danno luogo a incisive caricature.

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Le tecniche artistiche

In tutte le sue opere Bosch dimostra una perfetta padronanza delle tecniche di rappresentazione spaziale e una particolare sapienza compositiva, capace di rendere in modo unitario scene articolate e ricche di particolari. Dove le proporzioni sono stravolte e gli accostamenti cromatici stridenti, ciò è frutto di una scelta funzionale al valore allegorico della rappresentazione. Alle radici della straordinaria maestria pittorica di Bosch sta la conoscenza dei grandi maestri tedeschi dell'incisione e della miniatura.

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La forma del trittico

La forma prediletta da Bosch è il trittico, che consente la rappresentazione di momenti diversi e sequenze di situazioni, secondo uno sviluppo – nella maggior parte dei casi – non tanto cronologico quanto morale o teologico. Di norma, nell'anta sinistra viene raffigurata la condizione originaria dell'uomo, nel giardino dell'Eden; nella tavola centrale, di dimensioni più grandi, viene illustrata la conseguenza della libertà di scelta concessa ai progenitori: un mondo dominato da uno sfrenato edonismo, che genera disordine e perdizione; a destra, infine, appare il logico sbocco della follia umana, un inferno retto da demoni spaventosi e mostri orrendi, che straziano uomini e donne in uno scenario apocalittico.

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