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Risultati di Windows Live® Search Al-Assad, Hafiz (Qardaha, Laodicea 1928-Damasco 2000), generale e uomo politico siriano, presidente della Siria (1971-2000). Nel 1946 si affiliò al Partito Baath e, quando questo andò al potere (1964), divenne generale dell’aeronautica. Fu ministro della Difesa dal 1966 al 1970; dopo aver capeggiato il colpo di stato del novembre 1970 si nominò primo ministro e l’anno seguente assunse la carica di presidente. Durante la guerra del Kippur (1973) si schierò dalla parte dell’Egitto, ma non accettò la mediazione con Israele proposta dall’Egitto alla fine degli anni Settanta. Intervenne nella guerra civile in Libano (nel 1976, 1987 e 1990) e si schierò con il governo iraniano durante la guerra Iran-Iraq. Obiettivo di numerosi attentati all’inizio degli anni Ottanta, Assad reagì con la repressione di ogni forma di opposizione e nel 1982 inviò migliaia di soldati nella città siriana di Hamah per sedare una rivolta fomentata dai Fratelli musulmani. Per molto tempo miglior alleato dell’URSS in Medio Oriente, alla fine degli anni Ottanta, con il progressivo ridimensionarsi della potenza sovietica, Assad ritenne opportuno migliorare le relazioni diplomatiche con l’Occidente. Questo cambio di strategia lo portò a prendere parte alla guerra del Golfo al fianco della coalizione di forze guidata dagli Stati Uniti, ma non condivise il processo di pace avviato nel 1993 tra Israele e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Risoluto a ristabilire il controllo sulle alture del Golan, Assad sostenne la guerriglia antisraeliana nel Sud del Libano e rifiutò di intavolare colloqui di pace che non prevedessero il totale ritiro delle truppe israeliane dai territori siriani occupati nel 1967. Morì nel giugno del 2000, indicando come suo successore il figlio Bashar.
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