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Risultati di Windows Live® Search Efeso Antica città della Ionia, situata alla foce del fiume Caistro (odierno Küçük Menderes), le cui rovine si trovano presso Selçuk (Turchia). Fondata nell'XI secolo a.C. dagli ioni, divenuta ben presto molto prospera, fu conquistata da Creso, re della Lidia, intorno alla metà del VI secolo e, in seguito alla sconfitta del sovrano da parte di Ciro il Grande, passò sotto la Persia. Nonostante fosse soggetta all'influenza di Atene, durante la guerra del Peloponneso (431-404 a.C.) si alleò con Sparta. Alessandro Magno vi ripristinò il regime democratico; dopo la sua morte, la città passò sotto Lisimaco, re della Tracia, che la ribattezzò Arsinoe, poi sotto i re di Pergamo e, dal 133 a.C., sotto Roma. Durante l'età ellenistica conobbe un periodo di grande fioritura. In seguito divenne un importante centro di diffusione del cristianesimo (qui vissero san Paolo e san Giovanni) e nel 431 d.C. fu la sede del terzo concilio ecumenico. Saccheggiata dai goti nel 263, si risollevò nei secoli successivi. Nel VII secolo fu conquistata dagli arabi. Gli scavi di Efeso, iniziati nel 1874, hanno portato alla luce la vasta città ellenistico-romana, ricca di templi, edifici pubblici, botteghe, abitazioni private, strade, chiese. I monumenti principali sono il magnifico teatro, la biblioteca di Celso, il piccolo tempio di Adriano, la basilica di san Giovanni. Presso la città era il santuario di Artemide (Artemision), uno dei più famosi del mondo antico e annoverato fra le sette meraviglie del mondo, più volte ricostruito. L'ultimo rifacimento, dopo l'incendio del 356 a.C., fu promosso da Alessandro Magno (dal 334 al 250 a.C.): l'edificio, alla cui decorazione aveva contribuito anche Scopa, conteneva, fra l'altro, opere di Fidia e di Policleto.
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