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Pañcatantra

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Pañcatantra Raccolta di favole che costituisce forse la più nota opera narrativa della letteratura sanscrita. Datata intorno al IV secolo d.C., si basa su racconti popolari ancora precedenti e nell’XI secolo confluì nel Kathasaritsagara (L’oceano formato dai fiumi dei racconti) di Somadeva, vastissima raccolta delle favole indiane di tutti i tempi.

La raccolta consta di una settantina di favole, che sono precedute da un’introduzione generale e sono distribuite in “cinque libri” (questo il significato, in sanscrito, del titolo), articolati intorno a cinque racconti cornice. Sotto forma di storie di animali, le favole intendono insegnare i principi del buon governo, della politica e della diplomazia. I temi trattati sono la perdita degli amici (nel I libro), l’acquisizione di nuovi amici (II libro), la guerra e la pace (III libro), la perdita di ciò che si possiede a causa della stoltezza (IV libro) e le azioni fatte senza pensare (V libro).

L’opera fu ripresa ulteriormente nella tradizione indiana, nonché tradotta e imitata nelle letterature popolari asiatiche ed europee. Attraverso le versioni persiane e arabe, tra cui le storie di Kalila e Dimna, giunse infatti in Spagna e da qui nel resto dell’Europa; in italiano ne fu data una versione nella Prima veste dei discorsi degli animali (1541) di Agnolo Firenzuola.

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