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Gauguin, Paul

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Gauguin: Lo spirito dei morti vegliaGauguin: Lo spirito dei morti veglia

Gauguin, Paul (Parigi 1848 - Atuana Hiva-Oa, isole Marchesi 1903), pittore, scultore e incisore francese. Trascorsi gli anni dell’infanzia in Perù, dal 1865 al 1867 lavorò sulle navi mercantili in servizio in tutto il mondo, quindi nel 1870 combatté nella guerra franco-prussiana. Nel 1871 si stabilì a Parigi, trovando impiego presso un’agenzia di cambio. Iniziò a dedicarsi alla pittura da autodidatta, entrando in contatto con gli ambienti artistici della capitale.

Nel 1874 strinse amicizia con Camille Pissarro e fu accolto nel gruppo degli impressionisti, con i quali espose nel 1879, 1880, 1881, 1882 e 1886. La frequentazione di Paul Cézanne e di Edgar Degas, artisti che perseguivano ricerche indipendenti e originali rispetto alla maggior parte del gruppo impressionista, lo incoraggiò a proseguire nella propria personale ricerca espressiva.

Nel 1886, durante un soggiorno a Pont-Aven, in Bretagna, conobbe Emile Bernard, con il quale mise a punto lo stile pittorico chiamato sintetismo: ispirato all’arte primitiva e alle stampe giapponesi, il sintetismo si caratterizzava per il rifiuto della prospettiva rinascimentale, il ricorso a colori violenti stesi in campiture piatte e l’enfasi posta sul contorno delle figure (semplici e massicce), definito da un tratto scuro e marcato (La visione dopo il sermone, 1888, National Gallery, Edimburgo). In breve attorno a Gauguin (che soggiornò a lungo nel villaggio bretone tra il 1886 e il 1890) e a Bernard si raccolse un gruppo di artisti, identificato come scuola di Pont-Aven, del quale fece parte anche Paul Sérusier, poi capostipite dei nabis.

Nel 1888 Gauguin fu ospite di Vincent van Gogh ad Arles, in Provenza, dove sperimentò una pittura più essenziale e antinaturalistica: l’amicizia difficile e contrastata con il maestro olandese fu interrotta da un drammatico litigio, in cui Van Gogh mostrò i segni della sua profonda sofferenza psichica. Tornato a Parigi, Gauguin realizzò una serie di tele in cui ampie macchie di colore si addensano in forme stilizzate e semplificate, di sapore primitivo (Il Cristo giallo, 1888, Albright-Knox Art Gallery, Buffalo). Prese a frequentare gli ambienti del simbolismo, entrando in amicizia con numerosi esponenti del mondo letterario parigino, tra cui Stéphane Mallarmé e Odilon Redon.

Nonostante i riconoscimenti giunti da più parti alla sua arte, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento Gauguin visse momenti di grave difficoltà economica, che lo costrinsero a spostarsi alla ricerca di sistemazioni migliori (fu a Rouen, a Copenaghen, città d’origine della moglie, quindi a Panamá per lavorare all’istmo e in Martinica). Nel 1891, povero e indebitato, salpò per Tahiti, con una missione ufficiale del ministero della Pubblica Istruzione e delle Belle Arti. Fu di nuovo in Francia dal 1893 al 1895, quindi tornò in Polinesia, dove rimase per il resto della sua vita, stabilendosi dapprima a Tahiti e in seguito alle isole Marchesi.

Fu qui, nelle isole dei mari del Sud, che Gauguin portò a maturazione le sue convinzioni estetiche, incentrate sull’intuizione del primitivismo: secondo questa posizione, data l’incapacità società moderna e industriale di produrre arte, e d’altra parte smascherata la vacuità di ogni esotismo di origine romantica, l’immaginazione doveva essere ricercata tra i popoli e le genti che ancora vivevano in uno stato naturale, primitivo, ponendosi dal punto di vista della loro ingenuità. Influenzato dalla cultura figurativa della Polinesia, Gauguin accentuò la potenza espressiva delle sue opere (che aumentarono anche di dimensioni rispetto alle precedenti), semplificando la composizione, marcando ulteriormente i contorni delle figure e distendendo il colore in zone ampie e piatte, senza profondità.

Tra le opere del primo periodo di Tahiti si ricordano Donne tahitiane sulla spiaggia (1891, Musée d’Orsay, Parigi) e Come, sei gelosa? (1892, Museo Puškin, Mosca). Merahi Metua (1893, Art Institute of Chicago) ritrae una giovane donna che pare intenta ad ascoltare i messaggi degli spiriti, evocati dalle figure dello sfondo. Il grande pannello Donde veniamo? Che siamo? Dove andiamo? (1897, Museum of Fine Arts, Boston) pone l’accento sulla ricerca continua del senso dell’esistenza, con immagini tratte dal mondo tahitiano. Celebre infine è Te Tamari No Atua (1896, Bayerische Staatsgemäldesammlungen, Monaco), in cui il tema cristiano della Natività viene trasposto con estrema semplicità e naturalezza in ambiente polinesiano, e accostato a simboli religiosi locali.

Gauguin, riconosciuto dalla critica come personalità di primo piano del cosiddetto postimpressionismo, è considerato un precursore del fauvismo; la sua opera ebbe inoltre un ruolo determinante nel percorso artistico di Amedeo Modigliani, di Edvard Munch e di numerosi pittori espressionisti.

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