Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Trascendenza e immanenza

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Trascendenza e immanenza

Articolo
Multimedia
PlatonePlatone
Struttura articolo
1

Introduzione

Trascendenza e immanenza In filosofia e in teologia, i termini 'trascendenza' e 'immanenza' indicano rispettivamente un principio che è situato 'al di là' (in latino trans, da cui transcendere, 'andare oltre') del mondo dell'esperienza e un principio che invece 'rimane in' (in latino immanere), ovvero è insito nel mondo dell'esperienza. Questa opposizione può assumere diverse forme, ma nella sua più ampia generalità riguarda la diversa concezione del principio di tutte le cose, ovvero di Dio, che le dottrine collegate all'idea di immanenza concepiscono come intrinseco alla realtà del mondo e della natura, mentre le dottrine opposte concepiscono come separato da tale realtà.

2

Trascendenza

I termini 'trascendente' e 'trascendenza' designano un principio, un essere o un valore che è posto al di fuori del mondo dell'esperienza e che rimane inattingibile ai sensi. In riferimento alla filosofia greca, trascendente può essere definito il mondo delle idee teorizzato da Platone; ma nella storia del pensiero la trascendenza è un connotato soprattutto di Dio, così com'è stato pensato dal monoteismo ebraico e dal cristianesimo, dando poi origine alla teologia medievale, nella quale confluivano diversi elementi del pensiero greco (ad esempio, la concezione di Aristotele di Dio come motore immobile dell'universo).

2.1

Dualismo

In generale il concetto di trascendenza è strettamente collegato a una concezione dualistica del reale, per la quale l'essere assoluto di Dio si contrappone al mondo (essendo anzi incommensurabile con esso), l'eternità al tempo, la cosa in sé al fenomeno. Se nel pensiero moderno e in larga parte di quello contemporaneo prevalgono le concezioni opposte alle filosofie della trascendenza, è nondimeno vero che istanze di quest'ultimo tipo agiscono in alcune correnti di pensiero del Novecento, e non soltanto nella filosofia neoscolastica che si riallaccia esplicitamente alla concezione teologica di un Dio trascendente. Ad esempio, l'esistenzialismo di Karl Jaspers teorizza l'impossibilità per l'uomo di raggiungere l'essere, che rimane sempre al di là delle sue possibilità: la trascendenza dell'essere si rivela per l'uomo nelle 'situazioni-limite' (come ad esempio il dolore, la colpa, la morte), poiché in esse egli fa esperienza dello 'scacco' che subisce nel tentativo di superarle e di comprenderle.

In un'altra accezione, il tema della trascendenza è presente anche nella fenomenologia di Edmund Husserl. La coscienza infatti, secondo Husserl, è intenzionale, cioè si rivolge a oggetti che sono trascendenti rispetto ai 'vissuti' della coscienza medesima, ovvero sono al di là di essi. Occorre infine distinguere il concetto di trascendente da quello di trascendentale, che nella filosofia kantiana e successiva a Kant non designa una realtà posta al di là dell'esperienza, ma definisce il carattere di quei principi a priori che rendono possibile l'esperienza medesima.

3

Immanenza

In origine, nella filosofia scolastica, la parola 'immanente' indicava ogni tipo di azione che rimane nel soggetto stesso che la compie, in opposizione alle azioni che trapassano nella materia esterna (designate anche come 'azioni transitive'). Ad esempio, scaldare e tagliare sono azioni transitive, mentre intendere, sentire e volere sono azioni del primo tipo. Nell'età moderna, Baruch Spinoza parla di Dio come 'causa immanente' e non 'transitiva' di tutte le cose, poiché Dio contiene in sé il mondo e pertanto egli agisce sulle cose senza uscire fuori di sé.

Immanuel Kant, nella sua Critica della ragion pura, chiama immanenti quei principi (come ad esempio le categorie) la cui applicazione si mantiene nell'ambito dell'esperienza e il cui uso è pertanto 'immanente', cioè non aspira a sorpassare i limiti dell'esperienza. Dopo Kant, la parola immanente non si oppone più a 'transitivo', ma a 'trascendente'.

Precedente
|
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft