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Struttura articolo
Si parla di 'immanentismo gnoseologico' a proposito di ogni filosofia (sia precedente a Kant sia posteriore), la quale risolva l'oggetto del conoscere nell'esperienza o nel pensiero e nella coscienza del soggetto: ne sono esempi le diverse forme di idealismo, come quello di George Berkeley o quello di Johann Fichte. In un senso più lato, si parla di immanentismo (o anche di immanentismo metafisico) a proposito di tutte quelle filosofie, proprie del pensiero moderno, che assumono una concezione unitaria e non dualistica del reale e per le quali il principio (Dio, l'Assoluto) si attua nel mondo. Immanentismo diventa allora sinonimo di monismo, naturalismo, panteismo. La filosofia di Spinoza, in cui Dio e mondo sono portati a coincidenza, è divenuta il modello di un pensiero immanentistico e panteistico, specularmente opposto a qualsiasi concezione teologica o filosofica di carattere dualistico che intenda Dio come un'entità trascendente, cioè esistente in maniera separata dalle cose. Una forma di immanentismo è anche l'idealismo di Hegel, per il quale l'Assoluto (lo Spirito, la Ragione) non è contrapposto ai fenomeni, ma è immanente (cioè interno) a essi. In un'accezione più generica, sono dette immanentistiche tutte quelle correnti del pensiero contemporaneo, quali lo storicismo, il positivismo, il neoidealismo, che si configurano, a diverso livello, come negazione della trascendenza e ripongono nell'esperienza (storica, naturale) dell'uomo l'oggetto d'indagine della filosofia.
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