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Acquario Vasca in vetro o plexiglas destinata all’allevamento di pesci, molluschi, crostacei, anfibi, rettili e perfino mammiferi marini, a scopo puramente ricreativo o di ricerca scientifica. Il termine si applica sia agli acquari di tipo domestico sia a edifici che riuniscono numerose vasche e aperti ai visitatori.
Per quanto piccolo sia, un acquario domestico rappresenta un vero e proprio ecosistema in miniatura, nel quale le specie presenti devono trovare gli elementi chimici e fisici necessari alla propria sopravvivenza: un’adeguata salinità e temperatura dell’acqua, luce, pH, ossigenazione, sostanze nutritive. Inoltre, va considerato che in un acquario le specie convivono in uno spazio più ristretto di quello disponibile nell’ambiente naturale: occorre quindi conoscere le esigenze ecologiche della specie, considerando quali sono particolarmente territoriali e quali manifestano comportamenti pacifici e gregari. Ancora, occorre tenere conto della prolificità delle specie desiderate in condizioni di cattività, ed eventualmente dotarsi di vasche accessorie per accogliere i piccoli (“nurseries”) e separarli dagli adulti, che potrebbero divorarli. Si distinguono acquari monospecifici o acquari di comunità, in cui convivono specie che in natura non si trovano nello stesso ambiente ma che tuttavia hanno esigenze ecologiche simili; acquari ad acqua dolce, salmastra o marina; acquari di biotopo, nei quali si cerca di riprodurre un particolare ecosistema (come la barriera corallina) e si introducono le specie che in natura lo caratterizzano; acquari ad acqua fredda o ad acqua calda (circa 25 °C, detti anche acquari tropicali).
Un importante parametro da valutare è la taglia che una specie può raggiungere in cattività: una vasca grande può rapidamente rivelarsi inadeguata per molte specie che, nelle condizioni “protette” di un acquario, con cibo abbondante e in mancanza di predatori, si accrescono più che allo stato selvatico. La grandezza della vasca più adatta per una data specie si esprime mediante il suo volume in litri o la sua larghezza: si passa da vasche piccole, al di sotto dei 40 litri, a vasche medio-grandi da 200-300 litri, sufficienti per un buon acquario ad acqua dolce. Per gli acquari ad acqua salata sono spesso necessarie vasche di oltre 400 litri. All’aumentare della capacità dell’acquario, la larghezza aumenta proporzionalmente, mentre l’altezza non si incrementa allo stesso modo: vasche da 500 litri sono poco più alte di vasche da 200 litri, e ciò per evitare di rendere difficoltose le operazioni di pulizia del fondo e l’impianto di piante e di elementi decorativi. Peraltro, nelle acque non troppo profonde la luce penetra fino al fondale e soddisfa le esigenze fotosintetiche delle piante.
Il buon funzionamento di un acquario è assicurato da alcuni elementi fondamentali: fondale ghiaioso o sabbioso; piante; elementi decorativi che offrano riparo ai pesci, come conchiglie vuote, piccole anfore o oggetti di terracotta, sassi o legni; impianto di illuminazione artificiale, che comprende semplici tubi al neon o più costosi impianti con riflettori parabolici; impianto di filtrazione biologica che, per azione di batteri contenuti in strutture di ceramica, trasforma le scorie azotate (ammoniaca) in nitrati, successivamente eliminati con il sistema di ricircolo dell’acqua; impianto di ossigenazione; impianto di riscaldamento, se è prevista l’introduzione in vasca di specie tropicali. Alcuni sistemi di filtrazione operano esternamente alla vasca, evitando di sottrarre spazio agli abitanti dell’acquario. Possono essere usati anche strumenti più sofisticati, come impianti di trattamento e purificazione dell’acqua a osmosi inversa o a deionizzazione.
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