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In generale le funzioni svolte dalla larva sono essenzialmente quella trofica (alimentare) e di diffusione della specie. Quest’ultima risulta particolarmente importante nei gruppi animali che nella forma adulta sono sessili (fissi al substrato o sedentari). Larve di questo tipo, comuni nelle spugne, in alcuni molluschi e in molti rotiferi, contribuiscono a diffondere la specie, aumentando l’ampiezza della sua distribuzione.
Nel panorama degli animali pluricellulari, le forme larvali più semplici si trovano nel phylum dei poriferi (spugne): si tratta delle parenchimule, glomeruli di cellule indifferenziate, rivestite di uno strato di cellule esterne munite di flagello, ossia di una struttura mobile filiforme deputata alla locomozione. Nei celenterati, la forma larvale tipica è la planula, una masserella di cellule di forma appiattita munita di ciglia, che in alcune specie è internamente cava. Nel complesso ciclo vitale dei vermi piatti parassiti, le forme larvali sono numerose e diverse; nei trematodi, ad esempio, possono essere addirittura cinque (miracidio, sporocisti, redia, cercaria e metacercaria). Comune a diversi gruppi animali protostomi, tra cui gli anellidi, i briozoi, i molluschi, gli artropodi, i tardigradi e i sipunculoidei, è la larva trocofora, dotata di una struttura piriforme e di cingoli di ciglia che ne permettono il movimento. Questa forma larvale si presenta nella sua forma più tipica negli anellidi; in altri gruppi lo sviluppo embrionale conduce a forme più complesse che si evolvono da una trocofora. Tra gli stadi giovanili degli artropodi, alcuni dei più rappresentativi sono i tre stadi successivi Nauplius, Zoea e Mysis di alcuni crostacei. Negli insetti esistono diversi stadi larvali, a seconda del tipo di metamorfosi compiuta: negli insetti a metamorfosi completa, il primo stadio larvale si chiama propriamente larva, seguito dalla pupa e dall’immagine o insetto adulto; nelle specie a metamorfosi incompleta, dall’uovo fuoriesce una neanide che, attraverso mute successive, si trasforma in ninfa e quindi in insetto adulto. Nei deuterostomi compare una larva che prende il nome di dipleurula, di forma allungata e a simmetria bilaterale; è dotata di celoma, ovvero di una cavità del corpo delimitata da membrane, ripartito in tre paia di sacche. La dipleurula si trova tipicamente negli echinodermi, negli pterobranchi e negli enteropneusti, con forme che possono presentare variazioni rispetto al modello generale: ad esempio, negli enteropneusti si osserva una larva detta tornaria. Nei tunicati, la larva dell’ascidia, liberamente natante, presenta paradossalmente un’organizzazione corporea più evoluta di quella dell’individuo adulto, che è un semplice individuo sacciforme, che vive sui fondali, fissato a un substrato. Tra i vertebrati, i rari casi di stadi giovanili diversi dagli individui adulti si trovano tra i pesci (avannotti) e gli anfibi.
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