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Menopausa

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2.3

Disturbi neurologici

La comparsa di disturbi a carico del sistema nervoso, come deficit della memoria a breve termine e forme depressive, comunemente ritenuta una delle implicazioni della menopausa, è ancora controversa e oggetto di studio. Sembra però che nell’encefalo, nella regione denominata ippocampo, esistano specifici recettori per gli estrogeni, cioè strutture molecolari capaci di riconoscere e di legare le molecole di questi ormoni femminili, e che gli estrogeni, in questa area cerebrale, agiscano da fattori di crescita nella formazione di nuove connessioni nervose (sinapsi). La mancata produzione dopo la menopausa di ormoni femminili potrebbe, dunque, scatenare processi degenerativi di alcune funzioni nervose; al contrario, la somministrazione di estrogeni sembra svolgere un’azione protettiva o comunque limitante nei confronti del morbo di Alzheimer e della demenza.

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Diagnosi

In occasione della comparsa dei primi sintomi del climaterio, la donna dovrebbe sottoporsi ad alcuni accertamenti medici che permettano di valutarne lo stato di salute generale e, in particolare, le condizioni dello scheletro, del sistema circolatorio e dell’apparato riproduttore. Dopo la constatazione da parte del medico di sintomi quali le vampate, i disturbi della memoria, la dispareunia (rapporti sessuali dolorosi), l’incontinenza urinaria, si ritiene opportuno procedere a esami di laboratorio, tra i quali: pap-test (o test di Papanicolau), per ricercare possibili formazioni tumorali del collo dell’utero; analisi dei livelli di colesterolo totale e di colesterolo HDL nel sangue; dosaggio dell’ormone tireostimolante, TSH, per valutare se la donna è effettivamente nella fase iniziale della menopausa o se le variazioni di questo ormone sono dovute a ipotiroidismo. Per completare il quadro clinico della donna, risultano importanti anche la mammografia, per l’individuazione di tumori della mammella, e la mineralometria ossea computerizzata (MOC), per la valutazione dello stato di calcificazione dello scheletro.

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Terapia

I disturbi associati alla comparsa del climaterio possono essere alleviati mediante la terapia ormonale sostitutiva, mediante la quale la donna assume un certo quantitativo di ormoni estrogeni ed, eventualmente, di progesterone. Questo trattamento viene personalizzato rispetto alla paziente, in considerazione dei risultati degli accertamenti medici precedentemente eseguiti; vengono cioè stabiliti per ciascuna donna i tipi e le quantità di ormoni da assumere, la via di somministrazione (transdermica, attraverso uno speciale cerotto applicato alla pelle, o orale, mediante compresse) e lo schema di assunzione nel tempo. La terapia ormonale risulta efficace nell’attenuare i fenomeni vasodilatatori e nello stabilizzare l’umore e l’equilibrio psicologico; inoltre, contrasta il processo di osteoporosi.

Non vi è però fra i medici uniformità di orientamento riguardo alle modalità di somministrazione e ai possibili effetti collaterali conseguenti alla scelta della formulazione in cerotto o in pillole. Nei paesi del bacino mediterraneo, Italia compresa, la tendenza è da tempo quella di preferire il cerotto, attraverso il quale gli ormoni raggiungono per via transdermica le vene ed entrano direttamente nella circolazione sanguigna; la molecola principalmente usata è il 17-ß-estradiolo prodotto in laboratorio e di struttura uguale a quello sintetizzato dal corpo. Nei paesi anglosassoni e nordeuropei vi è tradizionalmente un maggior impiego della pillola; gli ormoni sono estratti dalle giumente e, assunti per via orale, vengono processati dal fegato prima di giungere agli organi bersaglio, il che richiede concentrazioni maggiori e determina modificazioni dell’estrogeno.

Purtroppo, connesso all’uso della pillola è il grave sospetto che possa aumentare il rischio di ictus, infarto, formazione di trombi e di tumore al seno. Nel luglio 2002 la Women’s Health Initiative, un’ampia campagna statunitense di sperimentazione condotta dal NHLB (National Heart, Lung and Blood Institute) è stata sospesa con la motivazione che nelle pazienti si era verificato un significativo aumento di tale rischio. In Italia alcune delle preoccupazioni riguardo ad analoghi effetti del cerotto sono state successivamente ridimensionate dall’oncologo italiano Umberto Veronesi che, sulla base di uno studio condotto dall’Istituto europeo di oncologia, ha dichiarato il cerotto assai più sicuro rispetto ai rischi cardiovascolari. Il dubbio resta a proposito dell’insorgenza del tumore al seno: la misurazione della proteina IGF1 (un fattore di crescita connesso al rischio di cancro), non indica un particolare effetto protettivo del cerotto rispetto alla pillola.

Per chiarire e combattere tale aspetto la ricerca farmacologica italiana ripone le sue speranze in una ricerca quinquennale avviata dal maggio 2002 in oltre 50 istituti, basata sulla combinazione di ormoni estrogeni e tamoxifene, un farmaco impiegato da tempo contro il cancro della mammella.

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Prevenzione

I nuovi equilibri che si stabiliscono nell’organismo con la menopausa possono essere più facilmente raggiunti, e comportare disturbi più attenuati, se la donna arriva all’età del climaterio in buone condizioni di salute. Ad esempio, fattori di rischio che permettono di prevedere che in menopausa la donna sarà probabilmente affetta da osteoporosi sono una dieta povera di calcio, l’abitudine al fumo e all’alcol, uno stile di vita sedentario, oltre che una storia familiare di osteoporosi. Invece, alcuni fattori di rischio che lasciano presagire la comparsa in menopausa di disturbi cardiovascolari sono l’abitudine al fumo, il sovrappeso, l’ipertensione e il diabete mellito. Risulta pertanto importante limitare i fattori di rischio, ed effettuare una prevenzione almeno su quelli che dipendono dallo stile di vita: in particolare, la pratica regolare di attività fisica, l’abolizione del fumo e dell’alcol, un corretto apporto di calcio attraverso l’alimentazione, il mantenimento del corretto peso corporeo, costituiscono tutti elementi di prevenzione che permettono alla donna di giungere all’età del climaterio con un organismo in buona salute.

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