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Biblioteca Ambrosiana, Milano

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Biblioteca Ambrosiana, Milano La più antica biblioteca pubblica italiana che prende nome dal santo patrono di Milano, sant’Ambrogio. Fu fondata nel 1609 dal cardinale Federico Borromeo, arcivescovo di Milano, per diffondere la cultura scientifica e letteraria in accordo con i principi del cattolicesimo. Raccoglie più di 450.000 libri a stampa, 15.000 manoscritti, 3000 incunaboli e 12.000 pergamene. Vanta, tra i pezzi più pregiati, il Codex Atlanticus, manoscritto che contiene note e disegni di Leonardo da Vinci, gli unici frammenti esistenti della Vidularia di Plauto, frammenti della traduzione della Bibbia in lingua gotica del vescovo ariano Ulfila, un codice con gli scritti di Virgilio annotato a margine da Petrarca e miniato da Simone Martini, codici autografi di Piero della Francesca e scritti di mano di Tommaso d’Aquino, Ariosto, Tasso, Machiavelli, Galileo.

Lo stesso edificio secentesco – più volte rimaneggiato e restaurato nel 1997 dopo una prolungata e discussa chiusura – ospita la Pinacoteca Ambrosiana, che annovera capolavori come il Musico di Leonardo, il cartone preparatorio della Scuola d’Atene di Raffaello e la celebre Canestra da frutta di Caravaggio.

Infine, curiosa e significativa testimonianza del sapere enciclopedico settecentesco è la collezione di pezzi naturalistici ed etnografici appartenuta al canonico Manfredo Settala (1600-1680), raccolta nel Museo Settala, collegato alla pinacoteca.

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