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Taiwan

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Paesaggio montano, TaiwanPaesaggio montano, Taiwan
Struttura articolo
4.5

Trasporti

La rete stradale si estende per 20.159 km (1993), quasi completamente asfaltati, e quella ferroviaria (di cui solo un quarto è gestito dalla pubblica amministrazione) per 3887 km. Gli scali marittimi più trafficati sono Chilung, Hualien, Kaohsiung e T’aichung, mentre gli aeroporti internazionali si trovano a Taipei e Kaohsiung. La China Air Lines, la principale compagnia aerea, assicura voli interni e internazionali.

5

Ordinamento dello stato

La repubblica taiwanese venne creata nel 1949 da Jiang Jieshi, fuggito dalla Cina in seguito alla vittoria delle forze comuniste guidate da Mao Zedong e alla costituzione della Repubblica popolare cinese. Ritenuta da Pechino una propria provincia, Taiwan occupò il seggio cinese presso l’ONU fino al 1971, quando la Repubblica popolare cinese venne riconosciuta a livello internazionale.

Lo stato si regge sulla Costituzione cinese del 1947, che negli anni Novanta, in seguito alla fine del regime a partito unico (il Guomindang), ha subito sostanziali emendamenti. Al vertice della struttura istituzionale vi è il presidente, assistito da cinque yuan (organi collegiali o consigli), tra cui quello esecutivo (il consiglio dei ministri, guidato da un primo ministro), e quello legislativo, composto da 225 membri, eletti per un termine di tre anni con un sistema misto uninominale e proporzionale. Il sistema prevede anche un’Assemblea nazionale, di 334 membri eletti con sistema proporzionale, cui spettano eventuali modifiche alla Costituzione. Lo yuan di controllo ha una funzione semigiudiziaria che si sostanzia nel controllo delle attività dei funzionari pubblici, rispetto ai quali gode del potere di incriminazione.

Lo yuan giudiziario sovrintende alle attività della Corte suprema, delle alte corti, della corte amministrativa, delle corti distrettuali e degli altri tribunali. È in vigore la pena di morte.

Fino al 1989 l’unico partito legale era il Guomindang (Partito nazionalista del popolo, KMT). Dopo la fine del regime a partito unico sono sorte altre formazioni politiche, tra cui il Partito democratico progressista (Min-chu Chi-pu Tang, MCT; liberali e indipendentisti); Prima il popolo (People First Party, PFP; conservatori); e l’Unione solidale taiwanese (Taiwan Solidarity Union, TSU; moderati).

6

Storia

Le prime e frammentarie notizie relative all’isola e ai suoi abitanti, definiti “barbari orientali”, si trovano negli annali cinesi dell’epoca Yuan (1279-1368), ove si registra un insediamento cinese intorno al VII-VI secolo a.C. A causa della sua distanza dal continente, l’isola rimase per molti secoli ai margini della storia cinese. Nel 1590 vi approdarono i portoghesi, che la chiamarono Formosa (“bella”), ma i primi insediamenti europei stabili furono fondati dagli olandesi; questi, impossessatisi delle isole Pescadores nel 1621, tre anni dopo si stanziarono sulla costa sudorientale di Taiwan, che controllarono fino al 1663.

6.1

L’insediamento cinese

Nel 1662, Koxinga (Zheng Chenggong), un condottiero che si era battuto con i Ming contro i Manciù, occupò una parte considerevole dell’isola allontanando in seguito gli olandesi.

Verso la fine del XVII secolo Taiwan fu conquistata dai Manciù, passando sotto il diretto controllo dell’impero cinese, rimanendo per circa due secoli interdetta agli europei; solo nel 1858, con il Trattato di Tianjin che pose termine alla seconda guerra dell’oppio, e con la vittoria delle truppe franco-britanniche sulla Cina, furono aperti alle navi straniere i porti della costa orientale e negli anni successivi furono fondate sull’isola missioni cattoliche e protestanti.

Territorio di grande interesse strategico e commerciale per inglesi, giapponesi e francesi, da parte dei quali dovette subire ripetuti attacchi durante la seconda metà del XIX secolo, Taiwan venne ceduta al Giappone in base al trattato di Shimonoseki (1895) che pose termine alla guerra cino-giapponese. Il rifiuto del trattato da parte della comunità cinese fu all’origine di una rivolta severamente repressa dai giapponesi, i quali condussero una politica di “nipponizzazione” forzata fino alla seconda guerra mondiale, quando Taiwan divenne base strategica di primaria importanza e parte integrante dell’impero.

6.2

Un rifugio per i nazionalisti

Con la fine della seconda guerra mondiale e la sconfitta del Giappone (1945), il territorio di Taiwan, incluse le Pescadores, fu restituito alla Cina. L’isola diventò così un retroterra delle forze nazionaliste del Guomindang, contro le quali nel febbraio 1947 scoppiò una rivolta prontamente repressa nel sangue. Nel dicembre del 1949, sconfitto sul continente dall’Armata Rossa di Mao Zedong, Jiang Jieshi (Chiang Kai-Shek) trovò rifugio sull’isola con due milioni di suoi seguaci, stabilendo il suo governo a Taipei. Il riconoscimento a livello internazionale del governo nazionalista di Taiwan, al quale per le pressioni di Washington venne assegnato il seggio cinese presso le Nazioni Unite, alimentò forti contrasti con Pechino.

Nel 1950, dopo lo scoppio della guerra di Corea, gli Stati Uniti inviarono la Settima flotta per scongiurare l’invasione dell’isola da parte della Repubblica popolare cinese; nel 1951 giunsero sull’isola consulenti e consistenti aiuti militari americani. Nel 1954 il governo nazionalista e quello di Washington siglarono un trattato di difesa reciproca, in base al quale gli Stati Uniti si impegnarono a intervenire militarmente nel caso di attacco armato da parte delle forze della Cina comunista (come in effetti accadde nel 1958, quando le truppe di Pechino attaccarono l’isola di Quemoy venendo però respinte grazie all’intervento statunitense).

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