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Risultati di Windows Live® Search Basile, Giambattista (Napoli 1575 - Giugliano 1632), scrittore italiano, rappresentante della letteratura barocca. Fu al servizio dei dogi di Venezia, dei Gonzaga a Mantova, dei principi Caracciolo di Avellino, del duca d’Alba e del duca di Acerenza. Scrisse in lingua italiana e in dialetto. La produzione in lingua, che non si discosta dai modi della letteratura cortigiana dell’epoca, comprende un poemetto sacro, Le lacrime della Vergine, una raccolta di Madrigali e ode e la serie Ritratti delle più belle dame napolitane ritratte da’ lor propri nomi in tanti anagrammi. L’opera in dialetto, di gran lunga più originale, comprende le egloghe delle Muse napolitane (uscito postumo nel 1635) e Lo cunto de li cunti overo lo trattenimento de’ peccerille (pubblicato postumo nel 1634). Questa raccolta è anche conosciuta con il titolo Pentamerone per le affinità con l’architettura narrativa del Decameron di Giovanni Boccaccio. I cinquanta racconti sono infatti narrati da una brigata di dieci vecchie in cinque giornate, ciascuna delle quali si conclude con componimenti poetici. La fonte è la tradizione narrativa popolare, ricca delle metamorfosi e degli elementi magici propri della fiaba, tradotti in un dialetto già colto e letterario, e non, come in epoca romantica, in uno stile ripreso dal linguaggio popolare per arricchire la lingua letteraria. Le fiabe – molte delle quali sono nuove versioni di materiale tradizionale come Cenerentola, Biancaneve, La bella e la bestia – furono fonte di ispirazione per Charles Perrault nella Francia del Sei-Settecento e per i fratelli Grimm nella Germania dell’Ottocento.
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