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Arte islamica Produzione artistica e architettonica delle aree che conobbero la dominazione araba in Spagna, nel Medio Oriente, nel Nord Africa e nell'India settentrionale, a partire dal VII secolo d.C.
Due tratti salienti contraddistinguono l'arte e l'architettura islamica: la decorazione calligrafica e l'archetipo architettonico della moschea. Entrambi gli aspetti sono strettamente legati alla storia della primissima diffusione della fede islamica. Il profeta Maometto era un mercante della Mecca che, sentendosi ispirato da Allah, prese a predicare una nuova dottrina, poi tramandata nella scrittura graficamente raffinatissima del Corano: la posizione di rilievo che questo testo sacro rivestì all'interno della cultura islamica favorì lo sviluppo della decorazione calligrafica in tutti gli ambiti artistici. Iscrizioni coraniche abbelliscono tuttora moschee e arredi religiosi. Nel 622 d.C. – l'anno 1 secondo il calendario islamico – Maometto fuggì dalla Mecca verso Yathrib, da allora 'città del Profeta' (Madinat an-Nabi, donde l'attuale Medina). Tale fuga (in arabo hijra, in italiano egira) segna per i musulmani il momento della nascita dell'Islam. A Medina Maometto organizzò i primi proseliti, che si riunivano nella sua abitazione. L'ambiente modesto in cui avevano luogo gli incontri di preghiera rappresentò il modello architettonico da cui si sviluppò la moschea: consisteva in un cortile oblungo, chiuso da un lato dalle dimore delle mogli di Maometto, e dagli altri lati da un semplice portico che offriva riparo dal sole. Quasi tutte le moschee riprendono la pianta della casa del Profeta e si articolano in un ampio cortile interno (sahn), fiancheggiato da portici (riwaq) e dalla sala di preghiera volta in direzione della Mecca. Con l'espansione dell'Islam, i seguaci di Maometto esportarono le tradizioni artistiche arabe nei paesi conquistati, modificandole e talvolta adattandole alle tradizioni indigene e ai materiali disponibili. L'arte islamica seppe assimilare le fonti più disparate: le prime costruzioni si ispirarono all'arte romana, bizantina e paleocristiana; non vanno dimenticati nemmeno l'influenza esercitata dall'arte persiana preislamica di epoca sasanide e dagli stili dell'Asia centrale, importati dalle scorrerie turche e mongole, nonché l'effetto di stimolo benefico che la cultura cinese ebbe sulla pittura e sulla produzione della ceramica e dei tessuti.
La storia dell'arte islamica, compresa tra il VII e il XVIII secolo, può essere suddivisa in diverse epoche. La fioritura iniziale coincise grosso modo con il califfato degli Omayyadi (661-750), sotto il cui dominio il territorio islamico si estendeva da Damasco, in Siria, alla Spagna. Il periodo intermedio abbraccia l'arco di tempo che va dalla salita al potere degli Abbasidi (750), che governarono l'Islam dalla città di Baghdad, alla conquista mongola (1258). Il califfato abbaside favorì lo sviluppo della cultura e dell'educazione: fu durante questo periodo che cominciò a rendersi evidente l'influsso dello stile persiano nell'arte islamica. Durante i secoli successivi, nelle diverse regioni nacquero e presero piede linguaggi artistici distinti: in particolare, essi corrisposero alla dinastia dei turchi Selgiuchidi, nell'altopiano iranico da metà dell'XI secolo al 1157; al periodo dei mongoli Ilkhanidi, in Iran orientale tra il 1256 e il 1349; al governo dei Timuridi, i maggiori promotori della cultura persiana, nell'Iran occidentale tra il 1378 e il 1502; all'era dei Safavidi, che dominarono l'intero paese dal 1502 al 1736. Un'ulteriore fioritura artistica ebbe luogo sotto gli ottomani, che governarono la Turchia tra il 1299 e il 1922 riuscendo, nel Cinquecento, a estendere il loro dominio sino all'Egitto e alla Siria. In queste ultime regioni videro la luce linguaggi originali anche durante il regno dei Fatimidi e dei Mamelucchi.
I pochi e semplici riti dell'Islam determinarono lo sviluppo di un'architettura sacra unica al mondo, le cui forme fondamentali sono la moschea (masjid), luogo di riunione e preghiera, e la madrasa o scuola di religione. Tra le costruzioni civili, i palazzi e i caravanserragli presentano due tratti salienti: strutture atte a facilitare l'accesso all'acqua e ambienti freschi in cui trovare rifugio dal caldo. Un terzo tipo di edificio molto importante nei paesi musulmani è infine il mausoleo: ha funzione di tomba per importanti personalità politiche e religiose, e di emblema del potere. Sia le costruzioni religiose sia quelle civili sono accomunate da numerosi elementi strutturali e decorativi.
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