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Giustificazione (teologia) Nella teologia cristiana, il termine indica il processo in cui viene ristabilita la relazione tra Dio e il credente, che si presume sia stata distorta o interrotta dal peccato. 'Giustificare' significa letteralmente 'dichiarare giusto'.
La giustificazione si radica nella concezione ebraica dell'alleanza. Nell'antico Israele contrarre un'alleanza con altri comportava obblighi da entrambe le parti. Chi era fedele agli obblighi conservava l'alleanza e veniva definito 'giusto' (in ebraico, tzedeq); nel caso dell'Alleanza tra Dio e Israele, l'obbligo di Dio venne inteso come la difesa del suo popolo: mentre il vincolo divino consisteva nel manifestare la giustizia mediante atti salvifici, l'obbligo di Israele fu invece quello di obbedire alla volontà di Dio veicolata dalla Torah, la legge. Il Nuovo Testamento, recuperando le prospettive concernenti l'alleanza tra Dio e gli uomini e concentrandosi sull'unicità dell'evento di Cristo, proporrà la figura teologica della 'nuova alleanza' suggellata dalla morte e resurrezione di Gesù. Su tali basi, la cristologia di Paolo affermerà il principio fondamentale della 'giustificazione per fede', per il quale l'adesione del credente a Cristo che si realizza attraverso la fede e il battesimo restituisce l'uomo alla sua originaria giustizia con Dio, non raggiunta nel regime della Legge mosaica (Galati 2:16; Romani 1:17; 3:24).
Nel IV secolo sant'Agostino citò gli insegnamenti paolini sulla giustificazione nella sua controversia con il monaco Pelagio. Agostino pose maggiormente in rilievo il valore della grazia nell'ambito della giustificazione, che egli intese, secondo il significato letterale del verbo latino iustificare, 'rendere giusti', come un processo per mezzo del quale l'individuo diveniva più giusto, virtualmente un equivalente della santificazione.
I teologi della scolastica medievale seguirono Agostino e sottolinearono la priorità effettiva della grazia divina, ma sostennero anche che le opere compiute prima della giustificazione preparavano efficacemente la via alla grazia. Nonostante la grazia fosse considerata sufficiente per la salvezza, secondo gli scolastici, essa non avrebbe potuto donare la salvezza senza la cooperazione della volontà umana.
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