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Telaio

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Tessitura artigianale, GuatemalaTessitura artigianale, Guatemala
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Introduzione

Telaio Macchina usata per la produzione di prodotti tessili mediante l’intreccio di due serie di fili perpendicolari: una serie longitudinale (fili di ordito) e una trasversale (fili di trama).

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Processo di tessitura

Il processo fondamentale della tessitura è il passaggio dei fili di trama alternativamente sopra e sotto i fili di ordito. I materiali grezzi dai quali vengono prodotti i filati per la tessitura variano dalle fibre animali (lana, seta, peli di cammello, di coniglio, di alpaca e di vigogna) a quelle vegetali (cotone, lino, canapa, iuta e rafia).

Per quanto riguarda le fibre artificiali, si usano da tempo il rayon e l’acetato, entrambi derivati dalla cellulosa. Oggi, tuttavia, sono molto più usate le fibre sintetiche come nylon, poliestere, polipropilene e acrilico. Le fibre di vetro si usano spesso in tessuti per tendaggi.

La tessitura, eseguita con un telaio a mano o con un telaio meccanico, prevede numerosi passaggi. Prima di iniziare, i fili di ordito vengono messi in tensione sul telaio, formando così una superficie di fili paralleli e molto ravvicinati, alcuni dei quali vengono sollevati per potere posizionare correttamente il filo di trama: lo spazio tra i fili sollevati e quelli non sollevati viene chiamato passo dell’ordito. Successivamente si procede a inserire il filo di trama per mezzo di una navetta che lo sospinge attraverso il passo dell’ordito. Infine, si effettua la battuta dell’ultimo filo di trama contro gli altri già posizionati, per compattare il tessuto. Alla fine di un ciclo, i fili di ordito sollevati vengono abbassati e un altro gruppo viene sollevato, in modo da bloccare il filo di trama sotto alcuni fili di ordito e sopra altri.

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Cenni storici

Il telaio a mano si usava in Cina e in Medio Oriente in tempi molto antichi, prima che in Europa. Oggi è largamente diffuso nei paesi in via di sviluppo, mentre nei paesi industrializzati si usa soltanto per la produzione di tessuti pregiati, come quelli per l’arredamento di interni.

Il telaio a mano è costituito da una struttura di legno che sostiene le parti mobili. I fili di ordito sono paralleli al terreno, avvolti su un tamburo posto sulla parte posteriore del telaio, che li tiene in tensione. Ciascun filo passa attraverso un occhiello posto al centro di un filo verticale, detto liccio; gruppi di licci sono collegati a una struttura di legno o di metallo, chiamata arcata, che li alza o li abbassa in un’unica operazione.

Nel telaio a mano l’inserzione della trama è eseguita manualmente, dal tessitore che passa la navetta contenente un rocchetto di filo di trama attraverso il passo dell’ordito. Dopo ciascun passaggio, il filo di trama viene battuto su quello precedente, spostando un pettine dai denti molto stretti, quindi viene modificato il passo dell’ordito, abbassando i licci che erano stati sollevati e sollevando quelli che erano stati abbassati.

Il primo passo verso la meccanizzazione del telaio fu la navetta volante, brevettata nel 1733 dall’inventore britannico John Kay: un meccanismo a leva guidava la navetta lungo un binario, aumentando considerevolmente la velocità di tessitura.

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Telai meccanici

Il primo telaio meccanico fu inventato e brevettato nel 1786 dal britannico Edmund Cartwright; negli anni seguenti fu notevolmente migliorato nei particolari, tanto che all’inizio del XIX secolo era già di uso comune. Pur essendo piuttosto simile al telaio a mano, quello meccanico presenta numerosi vantaggi: ad esempio, è dotato di un meccanismo che blocca il funzionamento nel caso di rottura di un filo e, in genere, di un altro meccanismo che consente il cambio della navetta senza arrestare la tessitura; inoltre i rocchetti esauriti vengono sostituiti automaticamente.

Per tessuti particolarmente complicati sono necessari telai più sofisticati. La differenza è nelle arcate: se due sono sufficienti per i tessuti più semplici, in altri casi è necessario un minimo di cinque arcate. Nei telai a ratiera le arcate sono comandate da un dispositivo che determina quale di esse deve essere sollevata e quale abbassata a ogni passaggio della navetta.

Un ulteriore miglioramento fu costituito dal telaio jacquard, perfezionato dal francese Joseph-Marie Jacquard all’inizio del XIX secolo: in questo telaio scompaiono le arcate dei licci, in quanto ogni filo di trama viene comandato, attraverso una serie di fili metallici, da una traversa posta molto al di sopra al telaio. Il processo di tessitura è controllato da una serie di schede perforate, che corrispondono al modello da riprodurre: la presenza o la mancanza di fori in ciascuna scheda determina il sollevamento o l’abbassamento di ciascun filo di ordito. La tessitura eseguita con le schede jacquard consente la riproduzione di modelli altamente elaborati, grazie anche all’uso di più navette con trame di colori diversi.

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