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Risultati di Windows Live® Search Wright, Frank Lloyd (Richlan Center, Wisconsin 1869 - Phoenix, Arizona 1959), architetto statunitense, pioniere del Movimento Moderno; è considerato una delle più grandi figure dell’architettura del XX secolo. Affermò la concezione dell’“architettura organica” sostenendo che l’edificio, unità in cui le parti si integrano in un insieme armonico, deve fondersi con l’ambiente circostante tanto da sembrare parte di esso. La forma architettonica deve dunque essere determinata volta per volta, in considerazione dello specifico utilizzo dell’edificio, del contesto in cui è inserito e del tipo di materiali impiegati. Nel 1887, a Chicago, divenne progettista nello studio di Dankmar Adler e Louis Sullivan; quest’ultimo ebbe una grande influenza sulla sua opera. Nel 1893 aprì il proprio studio professionale. Fin dagli inizi dell’attività mostrò audace originalità nei progetti per strutture sia pubbliche sia private e si oppose all’ornamentalismo degli stili prevalenti, neoclassico e vittoriano. Tra i suoi contributi, fondamentale è l’impiego di materiali diversi, scelti in relazione al colore naturale, alla consistenza e alle caratteristiche strutturali. Gli interni dei suoi edifici enfatizzano il senso di spaziosità che deriva da strutture aperte, dove le stanze confluiscono le une nelle altre. Tale concetto risulta particolarmente evidente nelle sue prime case unifamiliari, le cosiddette prairie houses (le “case della prateria”), tra cui la Martin House (1904) a Buffalo, la Coonley House (1908) a Riverside, Illinois, e la Robie House (1910) a Chicago. Wright introdusse nuove tecniche costruttive, come l’uso di blocchi prefabbricati di calcestruzzo, rinforzati da barre di acciaio, e innovazioni quali gli impianti di condizionamento d’aria, l’illuminazione indiretta e il riscaldamento a pannelli. Il Larkin Building di Buffalo (1904) fu il primo edificio per uffici in cui vennero utilizzati l’aria condizionata, doppi vetri alle finestre e arredamenti in metallo. Tra le sue più interessanti imprese ingegneristiche si cita il progetto dell’imponente Imperial Hotel di Tokyo (1915-1922) che si avvale di principi antisismici; per ottenere la necessaria flessibilità, Wright diede all’edificio un profilo a sbalzo e ne poggiò le fondamenta su uno strato di fango. La sua lotta contro l’eclettismo suscitò l’ostilità degli architetti accademici americani. Assediato da tale antagonismo, Wright trascorse due anni di esilio volontario in Europa (1909-1911). Tornato negli Stati Uniti, si stabilì nella comunità di Taliesin, un complesso da lui stesso progettato nel Wisconsin, e ricominciò a lavorare a imprese sempre più ambiziose. Tra le opere più tarde si annoverano la Millard House (1923) a Pasadena; la Kaufmann House, detta anche Fallingwater House (1936-37), a Bear Run, Pennsylvania (ora gestita dallo stato e aperta al pubblico); gli uffici amministrativi della Johnson Wax (1936-1939) a Racine, Wisconsin; il tempio unitariano (1947) a Madison, Wisconsin; e il grattacielo Price Tower (1953-1955) a Bartlesville, Oklahoma. Nel 1959 fu portato a termine il Solomon R. Guggenheim Museum a New York. Wright dedicò molto tempo alla scrittura e all’insegnamento dei principi che oggi costituiscono i fondamenti dell’architettura moderna, e a Taliesin West, la sua residenza invernale di Scottsdale, in Arizona, realizzata nel 1938, istituì uno studio-laboratorio per i suoi assistenti. Tra i suoi scritti sono pubblicati in Italia, oltre all’importante autobiografia Io e l’architettura (1932), Architettura e democrazia (1930) e Architettura organica (1939).
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