Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Arte giapponese, scelti dalla redazione di Encarta
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Arte giapponese

Risultati di Windows Live® Search

  • Sfondi Arte Giapponese

    Sfondi Arte Giapponese, siti di Sfondi Arte Giapponese, informazioni su Sfondi Arte Giapponese in taberna.roma.it

  • arte giapponese e su eBay.it

    Offerte arte giapponese e su eBay. Ampia scelta di Libri e Arte e fotografia a prezzi interessanti!

  • Arte giapponese - Wikipedia

    Il termine arte giapponese copre una vasta gamma di produzioni artistiche appartenenti a periodi molto diversi tra loro, dalle prime testimonianze di presenza umana in Giappone ...

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Arte giapponese

Articolo
Multimedia
Hokusai: L’ondaHokusai: L’onda
Struttura articolo
1

Introduzione

Arte giapponese Produzione artistica e architettonica del Giappone dall’epoca dei primi insediamenti umani nel paese fino ai giorni nostri. La storia dell’arte giapponese è segnata da una continua alternanza tra momenti caratterizzati da una forte forte influenza e risonanza di idee e stili provenienti dall’esterno e periodi in cui i contatti con il resto del mondo sono ridotti al minimo.

Quanto ai campi dell’espressione artistica, in ogni tempo ha avuto grande rilievo l’arte della scrittura e della calligrafia, ancora oggi praticata a livello sia amatoriale sia professionale. Al contrario, la scultura non godette di favore e fortuna costante, ed essendo stata quasi sempre associata alla religione, quando la tradizionale fede buddhista cominciò a indebolirsi, si avviò verso un rapido declino. L’arte della ceramica si distinse invece sempre per esiti di grande raffinatezza, che le guadagnarono fama mondiale. Dalle opere architettoniche di ogni epoca, infine, emergono soprattutto la predilezione per i materiali naturali e la tendenza a stabilire un’interazione tra lo spazio interno ed esterno.

2

Arte Jomon e Yayoi

Tutto il Neolitico giapponese è dominato dalla cultura Jomon (4500 ca. – IV secolo a.C ), che prende il nome dalla decorazione delle ceramiche con motivi di vimini intrecciati, a “cordicella”. Durante il periodo Jomon gli abitanti dell’arcipelago giapponese, dediti soprattutto alla caccia e alla pesca, vivevano in piccoli villaggi di case di legno e paglia, collocate in buche poco profonde per trarre calore dal terreno. Si dedicavano alla fabbricazione di recipienti in ceramica e di figurine in argilla, soprattutto a soggetto femminile. Alcuni vasi Jomon sono i manufatti fittili più antichi mai giunti fino a noi.

Nel IV secolo a.C. in Giappone fiorì una nuova cultura, detta di Yayoi, dal distretto di Tokyo in cui furono trovati i primi reperti. Gli yayoi, giunti nel paese intorno al 350 a.C., introdussero la coltivazione del riso in terreni allagati, le tecniche della lavorazione dei metalli (grazie alle quali produssero armi in rame e campane bronzee), l’uso del tornio e del forno per la lavorazione e la cottura della ceramica.

3

Arte Kofun: le statuette haniwa

La successiva fase della storia giapponese corrisponde al primo periodo dell’epoca detta Kofun (IV-VIII secolo d.C.), dal nome degli imponenti tumuli funerari che la caratterizzano: rappresenta l’evoluzione della cultura Yayoi, in seguito a vari sviluppi culturali interni e a influssi esterni. Fondamentale fu il processo di graduale aggregazione delle numerose comunità distinte, che strinsero alleanze politiche fino a formare una vera propria nazione. Manufatti artistici tipici del periodo sono specchi bronzei, simbolo dei patti sanciti, e figurine tombali in argilla dette haniwa.

4

Arte delle epoche Asuka e Nara

Durante le epoche Asuka e Nara, così chiamate perché la sede del governo giapponese fu trasferita dapprima nel distretto di Asuka (tra il 552 e il 710) e in seguito nella città di Nara (fino al 794), il paese divenne un importante centro di snodo e irraggiamento della cultura asiatica. La diffusione del buddhismo favorì i contatti tra il Giappone, la Cina e la Corea; diversi aspetti della tradizione cinese finirono per essere assimilati alla cultura giapponese: ad esempio la storiografia, un antico sistema di scrittura per simboli, complesse teorie di governo basate su una efficiente burocrazia, nuove tecnologie. Nel campo delle arti, grande rilievo ebbero le nuove tecniche di costruzione e di fusione del bronzo importate dalla Cina, insieme a strumenti e metodi pittorici del tutto innovativi.

Nel VII e nell’VIII secolo gli scambi culturali tra la nazione e il continente asiatico furono incentrati sulla pratica del culto buddhista. Gli studiosi non sono concordi sulla suddivisione cronologica e sulla classificazione dei periodi che si succedettero tra il 552, data ufficiale dell’introduzione del buddhismo, e il 794, anno in cui Nara perdette il ruolo capitale, sostituita da Kyoto. Le denominazioni più comuni sono: epoca Suiko o Asuka (552-645), epoca Hakuho (645-710) ed epoca Tempyo o di Nara (710-794).

I più antichi edifici buddhisti ancora esistenti in Giappone sono anche le costruzioni in legno più antiche dell’Estremo Oriente: si tratta delle strutture che costituiscono il complesso sacro di Horyu-ji, a sud-ovest di Nara. Eretto nel 607 per ordine del principe Shotoku Taishi, in parte distrutto da un incendio nel 670 e in seguito rimaneggiato più volte, il tempio si articola in quarantuno unità indipendenti, tra cui le più importanti sono il kondo (“aula d’oro”) e il goju-no-to (“pagoda a cinque piani”), entrambe collocate al centro di uno spazio circondato da un corridoio coperto. Il kondo, che imita lo stile dei templi cinesi, è un edificio a due piani retto da un sistema di travi e colonne e sormontato da un tetto a padiglione e a spioventi con tegole di ceramica.

All’interno del kondo di Horyu-ji, su un ampio basamento rettangolare si trovano alcune delle sculture più importanti del periodo. L’immagine centrale è la triade Shaka tra Yakuo e Yakujo (623), raffigurante il Buddha affiancato da due bodhisattva, che venne fusa in bronzo all’inizio del VII secolo per commemorare la morte del principe Shotoku. Agli angoli del piano d’appoggio si possono ammirare i re custodi dei quattro punti cardinali, scolpiti in legno intorno al 650. Nel Horyu-ji si trova anche la miniatura detta Tamamushi no Zushi, che riproduce un kondo, posta su un piedistallo ligneo impreziosito da figure dipinte con una miscela di lacca e pigmenti minerali.

L’esempio più interessante di architettura sacra dell’VIII secolo è il Todai-ji di Nara, il complesso religioso più imponente sorto in Giappone durante i primi secoli del culto buddhista. Nella sala principale, chiamata Daibutsuden (“sala del Grande Buddha”), si trovava un Buddha alto 16,2 metri, completato nel 752. Purtroppo ci sono rimasti solo pochi frammenti della statua originale e sia il Buddha sia la sala attuale sono ricostruzioni risalenti al periodo Edo.

Attorno al Daibutsuden, sul dolce versante della collina sono raggruppati alcuni ambienti minori: l’Hokkedo (“sala del loto”) con l’immagine del Fukukenjaku Kannon (il bodhisattva più popolare), realizzata mediante la tecnica della lacca secca, cioè immergendo un panno nella lacca e modellandolo su un’armatura lignea; il Kaidanin (“aula dell’ordinazione”) con le sue magnifiche statue in argilla dei re custodi dei quattro punti cardinali; e infine il Shosoin (“edificio dei tesori”), una sorta di deposito annesso al tempio. Quest’ultima unità architettonica ricopre un ruolo di grande rilievo nella storia dell’arte giapponese. Vi sono infatti conservati gli utensili usati durante la cerimonia per la consacrazione dell’edificio (752) e durante il rituale per l’illuminazione del Grande Buddha, oltre a numerosi documenti governativi e ad arredi preziosissimi appartenuti alla famiglia imperiale.

Precedente
| | | | | |
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2009 Microsoft