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Antibiotici

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Inibizione della crescita batterica da penicillinaInibizione della crescita batterica da penicillina
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Introduzione

Antibiotici Composti capaci di uccidere o di inibire la crescita di agenti patogeni (ovvero di microrganismi che, infettando altri organismi, causano in questi l’insorgenza di malattie). Gli antibiotici sono normalmente prodotti da batteri e funghi (in particolare muffe) per limitare o impedire la crescita di altri microrganismi; esistono anche antibiotici sintetici, prodotti industrialmente, e composti definiti semisintetici, che consistono in antibiotici naturali modificati in laboratorio, con azione antibatterica e antimicotica.

Tutti gli antibiotici sono dotati di tossicità selettiva: ciascuno di essi, cioè, agisce contro un ristretto gruppo di agenti patogeni. Il gruppo di organismi su cui un determinato antibiotico agisce definisce lo spettro di questo. Gli antibiotici che agiscono contro un gruppo ampio di organismi, prendono il nome di antibiotici ad ampio spettro. Gli antibiotici che hanno come effetto l’inibizione della crescita batterica vengono detti antibiotici batteriostatici; quelli che determinano la morte dei batteri vengono chiamati battericidi.

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Cenni storici

Sebbene i meccanismi alla base dell’azione degli antibiotici siano stati compresi solo nel corso del XX secolo, molti composti a effetto antibiotico, presenti in varie forme in natura, venivano usati fin dall’antichità per combattere le infezioni. Ad esempio, per secoli in medicina sono stati usati estratti grezzi delle piante con effetti antibiotici; anche muffe derivate da particolari formaggi furono in passato utilizzate per il trattamento di infezioni cutanee localizzate.

La prima osservazione di quello che in termini moderni sarebbe stato chiamato un effetto antibiotico venne compiuta nel XIX secolo dal chimico francese Louis Pasteur, il quale scoprì che certi batteri saprofiti possono uccidere gli agenti patogeni responsabili dell’antrace. Intorno al 1900 il batteriologo tedesco Rudolf von Emmerich isolò una sostanza, la piocianasi, in grado di uccidere in provetta i batteri del colera e della difterite.

All’inizio del XX secolo il medico e chimico tedesco Paul Ehrlich iniziò a sperimentare la possibilità di sintetizzare composti organici in grado di attaccare selettivamente l’organismo infettivo, senza contemporaneamente danneggiare l’ospite. I suoi esperimenti lo condussero allo sviluppo, nel 1909, del salvarsan, un composto di sintesi, contenente arsenico, che manifestava un’azione selettiva nei confronti della spirocheta Treponema pallidum, agente responsabile della sifilide. Il salvarsan è rimasto l’unico mezzo terapeutico efficace nei confronti della sifilide fino allo sviluppo della penicillina, avvenuto negli anni Quaranta. Negli anni Venti il batteriologo inglese Alexander Fleming individuò in molte secrezioni corporee, come le lacrime e il sudore, una sostanza, il lisozima, dotata di attività antimicrobica.

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Una tappa fondamentale: la scoperta della penicillina

La penicillina è un derivato della muffa Penicillium notatum. Essa venne scoperta casualmente da Alexander Fleming nel 1928; il batteriologo ne dimostrò poi l’efficacia in colture di laboratorio contro molti batteri patogeni, come quelli che causano la gonorrea e alcune forme di meningite e di setticemia, segnando l’inizio dello sviluppo dei composti antibatterici prodotti dagli organismi viventi. La penicillina venne usata per la prima volta sugli esseri umani nel 1940 dal patologo britannico Howard Walter Florey e il biochimico russo Ernest Boris Chain.

Da quando, negli anni Cinquanta, gli antibiotici sono diventati di uso comune, hanno determinato la diminuzione del tasso di mortalità di patologie un tempo a esito letale, quale la tubercolosi, la polmonite e la setticemia. Anche le procedure chirurgiche sono state migliorate enormemente dall’introduzione degli antibiotici, che consentono di eseguire interventi lunghi e complessi senza correre rischi troppo elevati di infezione.

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Tipi di antibiotici

Gli antibiotici possono essere di vario tipo, e vengono classificati con criteri differenti.

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