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Introduzione; Cenni storici; L'orologio meccanico; Sviluppi recenti; Orologi meccanici; Orologi elettrici ed elettronici; Cronometri e cronografi; Orologi atomici
Orologio Strumento usato per indicare l'ora e per misurare il trascorrere del tempo. Le parti principali che lo costituiscono sono un motore, un sistema di trasmissione e di controllo dell'energia e un indicatore del tempo. I modi più comuni di classificazione degli orologi si basano sul tipo di motore (a peso, a molla, elettrico), sul sistema di trasmissione dell'energia (meccanico, elettrico o elettronico), sul sistema di regolazione degli impulsi (a pendolo, a bilanciere, a quarzo, atomico) o di indicazione dell'ora (analogico o digitale), ma soprattutto sull'uso prevalente, e talvolta unico: si hanno perciò orologi da torre, da parete, da tavolo e portatili, questi ultimi ulteriormente distinti in orologi da tasca o da polso. Le sveglie sono semplicemente orologi, generalmente da tavolo, dotati di un dispositivo che, a un'ora prefissata, aziona una soneria.
Nel corso della storia, il tempo è stato misurato in base al movimento della Terra rispetto al Sole e alle stelle. Lo strumento più antico, in uso probabilmente in Egitto intorno al 3500 a.C., era una rudimentale meridiana, che sfruttava l'ombra proiettata da uno stilo o da un obelisco in funzione di gnomone. La prima meridiana emisferica fu descritta nel III secolo a.C. dall'astronomo caldeo Berossus. Tra i metodi antichi per misurare il tempo in assenza di luce solare diretta vi sono l'uso cinese di bruciare una corda con nodi equidistanti o una candela a tacche. Di origini antiche sono pure le forme elementari di clessidra, in cui lo scorrere del tempo veniva misurato dal flusso di sabbia o di acqua attraverso un piccolo foro. Verso il 270 a.C., il greco Ctesibio di Alessandria costruì il primo orologio idromeccanico, in cui l'acqua, cadendo in un recipiente, faceva salire un galleggiante che azionava un ingranaggio a cremagliera.
L'origine storica dell'orologio meccanico è ignota. Sicuramente nel XIV secolo furono costruiti meccanismi relativamente complessi, pesanti e ingombranti, dotati di sonerie elaborate e spesso collocati sulle torri campanarie (non a caso in inglese l'orologio non portatile è detto clock, che originariamente significava 'campana'). L'orologio della cattedrale di Rouen, in Francia, costruito nel 1389, aveva una sola lancetta su un quadrante diviso in quarti d'ora, come tutti gli orologi dell'epoca, e una soneria che batteva le ore e i quarti d'ora. Il più completo orologio di quei tempi fu costruito in quattordici anni di lavoro, dal 1348 al 1362, dall'italiano Giovanni de' Dondi. Il meccanismo, dotato di un sistema di regolazione della velocità di rotazione delle ruote dentate (scappamento a verga e bilanciere), era azionato da un peso normale e da un peso supplementare per le ore notturne. Non aveva lancette ma numerosi quadranti girevoli che indicavano le ore e il moto del Sole, della Luna e di cinque pianeti, oltre che il calendario perpetuo delle feste religiose mobili.
Una serie di invenzioni nel XVII e nel XVIII secolo migliorò la precisione degli orologi e ne ridusse il peso e l'ingombro. L'isocronismo delle oscillazioni del pendolo, descritte da Galileo nel XVI secolo, permise al fisico olandese Christiaan Huygens di realizzare nel 1657 il primo orologio basato su tale principio. Nel 1667 Robert Hooke inventò un tipo di scappamento, poi perfezionato dall'orologiaio George Graham, che consentiva di utilizzare pendoli con piccole oscillazioni.
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