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Risultati di Windows Live® Search Laissez-faire In economia, politica di non intervento dello stato nelle attività economiche private. La locuzione “laissez-faire” deriva dalla frase laissez-faire, laissez-passer (in francese, “lasciate fare, lasciate andare”), attribuita all’economista francese Jean-Claude-Marie-Vincent de Gournay (1712-1759). Nata alla fine del XVIII secolo come forma di protesta nei confronti della politica di tassazione e controllo delle attività commerciali nota come mercantilismo, la dottrina del laissez-faire ravvisa negli elementi tipici del capitalismo – il perseguimento del proprio tornaconto, la concorrenza e le preferenze dei consumatori – le forze trainanti dello sviluppo economico. Nell’Europa del XVIII secolo si credeva che l’ordine economico naturale, se lasciato libero da regole e interventi esterni, sarebbe stato in grado di generare il massimo benessere per tutti. I primi economisti francesi, definiti fisiocratici, svilupparono la teoria del laissez-faire teorizzando una politica di non intervento nella sfera dell’attività privata. In seguito, la teoria fu rielaborata dall’economista scozzese Adam Smith, che giudicava il benessere individuale più importante del potere dello Stato. Nel suo lavoro più importante, Ricerche sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776), Smith auspicò una politica di libero scambio che lasciasse agire la “mano invisibile” della concorrenza, intesa come forza regolatrice dell’economia. I principi del laissez-faire furono sostenuti con forza, dopo la rivoluzione industriale, dall’emergente classe capitalista formata da imprenditori e commercianti che mal sopportavano regole fissate dal governo e imposizioni fiscali. Inevitabilmente, con l’enorme sviluppo industriale del XIX secolo, il non interventismo auspicato dal laissez-faire portò a gravi abusi, in particolare nel campo dello sfruttamento del lavoro minorile; palesò inoltre la tendenza alla soppressione della concorrenza e alla formazione di monopoli miranti a controllare i prezzi e la produzione a proprio vantaggio. Questo indirizzo innescò numerose spinte riformiste che ristabilirono alcune forme controllo dei governi sull’economia. Negli anni Ottanta e Novanta del XX secolo la dottrina del laissez-faire ha conosciuto una rinascita che ha portato a numerose privatizzazioni delle industrie detenute dallo Stato e al conseguente ridimensionamento del settore pubblico. Vedi Anarco-capitalismo; Neoliberismo.
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