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Introduzione; Materiali da costruzione; Elementi e funzioni dell’architettura; L’architettura nel mondo antico; L’architettura in epoca medievale; L’età moderna; L’età industriale
L’architettura medievale riprese, sia da un punto di vista formale e stilistico sia nei materiali da costruzione, l’architettura tardoromana. Immediato riflesso in campo architettonico della diffusione del cristianesimo fu la predominanza della tipologia della chiesa tra gli edifici monumentali. Quando, nel 330, Costantino spostò la capitale dell’impero da Roma a Bisanzio, ribattezzata Costantinopoli (ora Istanbul), la Chiesa cristiana si scisse in due parti, orientale e occidentale. Da ciò derivarono due diverse tradizioni artistiche e architettoniche, comunemente denominate “paleocristiana” e “bizantina”.
La chiesa paleocristiana è caratterizzata da pianta basilicale, tetti a spiovente e muratura in pietra e mattoni molto massiccia. A Roma le principali chiese paleocristiane sono San Clemente, Sant’Agnese fuori le Mura (riedificata nel 630) e Santa Sabina (422-432).
Il prototipo della chiesa bizantina è Santa Sofia a Costantinopoli, nella quale un’enorme cupola copre un vano quadrato. Pianta centrale e decorazione a mosaico (dagli effetti luminosissimi) sono le caratteristiche dell’architettura bizantina. In Italia, il maggior centro dell’epoca bizantina fu Ravenna: vi si possono ancora oggi ammirare capolavori artistici e architettonici quali le chiese di San Vitale (526-547), Sant’Apollinare in Classe (533-536 ca.) e Sant’Apollinare Nuovo (505-520 ca.), benché queste ultime due si discostino dalla tipologia degli edifici sacri bizantini per la pianta basilicale.
Tra l’VIII e l’XI secolo si impose nell’edilizia ecclesiastica occidentale la pianta a forma di croce (croce “latina”, cioè con assi di lunghezza diversa), che riprendeva la forma simbolica per eccellenza della religione cristiana. Il braccio corto della croce (transetto) distingue nettamente il presbiterio dalla navata centrale; attorno al presbiterio furono introdotti sontuosi cori e cappelle radiali. La struttura della chiesa romanica è caratterizzata da muri spessi e possenti, finestre piuttosto piccole, e una scansione dello spazio interno secondo un ritmo “processionale”, dato dalla sequenza degli archi a tutto sesto. L’architettura romanica trovò le massime espressioni in Germania, in Francia e nell’Italia settentrionale (tra gli esempi più significativi figurano Sant’Ambrogio a Milano, San Zeno a Verona, San Michele e San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia, la Cattedrale di Cremona e quella di Modena, il Duomo di Parma, Sant’Abbondio e San Fedele a Como). Nell’Italia centrale il romanico riprese alcune tipologie strutturali e decorative proprie dell’architettura tardoromana, come ad esempio l’uso di superfici marmoree a motivi geometrici: si veda il complesso di piazza dei Miracoli a Pisa, o San Miniato al Monte a Firenze. Mentre nei numerosi monumenti romanici della Puglia (come la chiesa di San Nicola a Bari, il Duomo di Trani, la Cattedrale di Ruvo e la Cattedrale di Troia) si riconoscono elementi lombardi o pisani contaminati con tratti orientali. In Francia gli edifici più rappresentativi del romanico sono la chiesa di Saint-Sernin a Tolosa (1080 ca. - 1120), la chiesa della Madeleine a Vézelay e l’abbazia di Cluny (910-1125); in Germania, la cattedrale di Worms e la chiesa di San Michele a Hildesheim. Un importante stimolo per lo sviluppo dell’architettura romanica fu la pratica del pellegrinaggio. Lungo le strade che, attraverso i paesi di tutt’Europa, portavano a Santiago de Compostela in Spagna, grandi chiese sorsero nelle città e nei villaggi consacrati come tappe del pellegrinaggio: splendide testimonianze della devozione medievale sono le chiese romaniche di Autun (1120-1132), Périgueux (1120), Clermont-Ferrand (1262) e molte altre.
All’inizio del XII secolo lo stile romanico fu gradualmente sostituito dal gotico, caratterizzato da una maggiore leggerezza delle strutture portanti (i pilastri, da massicci fusti indifferenziati, divennero polistili, ovvero composti da un fascio di piccole colonne), da un grande sviluppo della verticalità (ritmo “ascensionale”) e dall’introduzione di vetrate sempre più grandi e colorate nei muri perimetrali. Lo stile gotico consistette in un’elaborazione di elementi già presenti nella chiesa romanica (i costoloni, l’arco, la volta), adattati alle nuove esigenze strutturali ed estetiche: così, l’arco gotico è a ogiva (arco a sesto acuto), forma che meglio risponde alla statica delle alte volte a crociera delle cattedrali. La regione in cui il gotico ebbe i massimi sviluppi fu l’Ile-de-France, ovvero la zona di Parigi e degli immediati dintorni. La chiesa abbaziale di Parigi, Saint-Denis (1140-1144), fu il primo grandioso modello di architettura gotica, costruita secondo le indicazioni dell’abate Suger, che intese esprimere attraverso l’architettura sacra i fondamenti della dottrina scolastica. Ma altrettanto importanti sono le cattedrali di Chartres (iniziata nel 1194), di Reims (1210), di Amiens (1220) e di Beauvais (1125). Uno sviluppo parallelo e per certi versi autonomo conobbe lo stile gotico in Inghilterra, ben rappresentato nelle cattedrali di Canterbury (1174), Lincoln (1192) e Salisbury (1220).
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